Addio al professor Giobbe Gentili: Cesena perde una grande figura della vita politica e culturale

Si è spento infatti all'età di 88 anni il professor Giobbe Gentili. Era ricoverato all'ospedale "Maurizio Bufalini" per una broncopolmonite

Cesena perde una grande figura della vita politica e culturale. Si è spento infatti all'età di 88 anni (era nato l'8 ottobre del 1929) il professor Giobbe Gentili. Era ricoverato all'ospedale "Maurizio Bufalini" per una broncopolmonite. Già fissate le esequie, che si terranno lunedì alle 10 in Cattedrale. Lascia le sorelle Dora e Anna. Il sindaco di Cesena, Paolo Lucchi, nel messaggio di cordoglio lo ricorda come un "politico di razza". "Gentili - prosegue il primo cittadino - si è messo al servizio della comunità con dedizione e impegno: consigliere comunale nelle fila della Dc dal 1956 al 1979, è stato a più riprese anche vicesindaco e assessore, assumendo di volta in volta le deleghe ai Servizi demografici, al Personale, all’Urbanistica".

"In particolare, come Assessore all’Urbanistica dal giugno 1968 al giugno 1970, Gentili ha condotto in porto il Piano Regolatore del 1969, il primo a ricevere l’approvazione del Ministero dei Lavori Pubblici - ricorda Lucchi -. Eletto in Consiglio regionale nel 1979, può a buon diritto essere definito uno dei “padri fondatori dell’Università in Romagna, di cui  è stato fra i più convinti e lucidi assertori fin dall’inizio degli anni Ottanta. Ma Giobbe Gentili è stato anche un profondo e raffinato studioso della cultura classica, autore di libri di testo e, soprattutto, un professore  indimenticabile del Liceo Monti, guidando nella crescita generazioni di studenti, sollecitandoli a sviluppare, attraverso lo studio della civiltà greca e latina, i valori e l’impegno per confrontarsi in modo consapevole con il mondo contemporaneo e i suoi problemi. Non a caso, anche nei momenti caldi del ’68, fu uno degli insegnanti che più seppero alimentare il dialogo e mantenere aperto il confronto con gli allievi. Per tutte queste ragioni, nel 2013 decidemmo di conferirgli il Premio Malatesta Novello e mi piace ricordare che la sua candidatura fu caldeggiata in modo trasversale, non solo dallo schieramento a lui vicino, ma anche da antichi avversari".

Dal Venezuela, dove si trova per la visita pastorale alla parrocchia in cui opera il sacerdote fidei donum don Derno Giorgetti, il vescovo Douglas Regattieri partecipa "spiritualmente al lutto della famiglia. L'ho conosciuto in questi ultimi anni della sua vita, sapendolo uomo integerrimo, impegnato in politica e attivo nella comunità diocesana. Lo ricordo come esempio di uomo di fede e di cultura che ha dedicato la sua vita all'educazione delle giovani generazioni con grande entusiasmo, competenza e profonda convinzione. Lo affido nella preghiera alla misericordia di Dio". Al messaggio si associa monsignor Walter Amaducci, anch'egli in Venezuela con il vescovo: "Esprimo il mio ricordo personale di grande stima, maturata specialmente negli anni di insegnamento come collega al liceo-ginnasio Vincenzo Monti".

La Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena, attraverso il presidente Guido Pedrelli, ricorda Gentili come "un personaggio di grande caratura nel recente passato politico, culturale e sociale del Cesenate. Ha svolto un’intensa, appassionata attività politica, ha insegnato lettere antiche al Liceo Classico V. Monti, è stato autore di diverse pubblicazioni in cui ha riversato la sua ampia cultura. Era stato eletto socio della Cassa di Risparmio di Cesena, quando era ancora un unico ente, nel 1981 e nel 1988 era entrato a far parte del consiglio di amministrazione. In quest’ultima veste aveva partecipato attivamente ai lavori che all’inizio degli anni ’90, in attuazione di una storica riforma del sistema delle casse di risparmio, avevano portato alla trasformazione della Banca in società per azioni e alla contestuale costituzione della Fondazione quale ente destinato esclusivamente allo svolgimento di iniziative di interesse sociale".

"Nella Fondazione, i cui scopi di sostegno a iniziative di interesse pubblico erano particolarmente vicini alla sua sensibilità, aveva poi svolto la funzione di consigliere d’amministrazione sino al 1997 - prosegue ancora Pedrelli -. Si rammentano, a conferma della sua apertura mentale e della disponibilità a gravosi impegni  anche nel campo dell’economia locale e del volontariato,  la tenacia e costanza con cui, per conto della Fondazione, negli anni ’90 ha contribuito alla costituzione della società Servim, fra le prime in Italia a operare nel campo del controllo satellitare destinato precipuamente alla sicurezza del trasporto merci su strada, e la dedizione con cui ha svolto per molti anni la funzione di presidente della Casa di Riposo Maria Fantini e della Fondazione Opera Don Dino Cedioli. Il suo nome è anche legato indissolubilmente alla storia della nascita degli insediamenti universitari nel Cesenate, progetto di grande valenza culturale, sociale e politica, per la cui realizzazione si è speso per anni senza risparmio e con determinazione, sino a quando, nel 1989, l’università romagnola ha aperto i battenti. Molto gli è dovuto per l’esistenza dell’attuale Campus universitario, da tempo parte essenziale delle istituzioni cittadine.   Con la sua scomparsa Cesena perde un personaggio di grande valore umano, rigore morale e coerenza intellettuale".

I Popolari per Cesena "partecipano con profondo dolore ad un lutto che rappresenta una perdita per l’intera città di Cesena, esprimendo particolare vicinanza alla famiglia. Nel professor Gentili si deve riconoscere uno degli esponenti più illuminati e di rilievo di quella partecipazione alla vita pubblica che ha segnato la presenza politica di quel cattolicesimo democratico e di quel popolarismo che ha trovato forza nella Democrazia Cristiana e che ha costituito un riferimento per molte persone a spendersi per la città e per il bene di questa terra".

L'associazione “Benigno Zaccagnini” lo ricorda come "l’amico, il fratello maggiore, il maestro che assieme ad alcuni sacerdoti, Don Primo Brighi e Don Lino Mancini su tutti,  hanno contribuito alla nostra crescita umana, spirituale, e culturale, e ci hanno spinto all’impegno nel politico e nel sociale. Giobbe soffriva da qualche tempo di un’acuta forma respiratoria che in quest’ultima occasione si è dimostrata fatale. Ci sembra impossibile che se ne sia andato così. Sentiremo molto la sua mancanza perché Giobbe era una di quelle persone che vorresti ci fossero sempre, perché capaci di darti un consiglio, un parere, un aiuto su tutto, tanta vasta era la sua cultura e la sua esperienza. Giobbe è stato anzitutto un docente, amante profondissimo dei Classici, che ha cresciuto in questo amore generazioni di studenti in oltre 40 anni di carriera scolastica. Di recente, con alcuni amici ed ex- allievi, animava un gruppo di studio che si ritrovava regolarmente per approfondire ed affinare lo studio del greco e del latino, con il gusto e l’impegno di un principiante. Lo piangono ora i ragazzi dell’Opera Don Dino, gli amici  della Casa di Riposo Maria Fantini, che hanno costituito i suoi ultimi impegni in campo sociale".

"Noi ricordiamo Giobbe dirigente dell’Azione Cattolica, Presidente Diocesano della Giac - proseguono dall'associazione -. Il Giobbe animatore del Cenacolo Sociale, del Gruppo dei Paolini, e poi (1964) del Gruppo di Studi Sociali e delle settimane di studio che per molti anni si sono tenute a Camaldoli, a Fognano e a San Luca a Bologna. Il Giobbe convinto e partecipe interprete di quel cattolicesimo democratico e popolare che nella nostra terra ha contato tante figure di spicco, da Cacciaguerra di inizio ‘900 e poi, via via a Dossetti Gorrieri, Zaccagnini. Protagonista di tante battaglie, redattore di punta assieme a Don Lino direttore, del Corriere Cesenate degli anni ’50 e ’60, sostenitore dopo il  1955 della cosiddetta “ apertura a sinistra” per il rinnovamento della politica italiana. Sulla spinta del rinnovamento generazionale entra bel Consiglio Comunale nel maggio 1956 e poi nel 1960, rimanendovi ininterrottamente fino a tutto il 1979, come leader indiscusso di un eccezionale e qualificato gruppo di giovani. Gli incarichi di assessore all’Urbanistica e vice sindaco (1962, 1964, 1968) gli permisero di concretizzare alcune idee maturate col contributo di un amico, Dario Sacchetti, scomparso prematuramente nel 1991, che costituì con lui un tandem affiatato e complementare nei ruoli. Tra le moltissime idee attuate: la costituzione dei Quartieri, primi in Italia, la realizzazione del Piano Regolatore del ’69 con la previsione della Secante, la proposta dell’Area Industriale Cesena-Forlì che ha contribuito a modificare la vocazione produttiva della nostra Provincia, la costituzione, ante legem, del Comprensorio Cesenate quale livello di partecipazione e di programmazione per tutti i Comuni del territorio. L’intuizione, nei primi anni ’80, dell’Università Romagnola, di cui fu il più lucido e convinto assertore. Con l’Università sono arrivate a Cesena, Facoltà e Dipartimenti importanti che si sono affermati negli anni come realtà fra le più qualificate e dinamiche del Paese".

"Da consigliere regionale, dove entrò nel giugno 1979 subentrando al senatore Leonardo Melandri, e dove rimase per due legislature fino al 1990, la sua battaglia più significativa, oltre gli importanti apporti in tema di sanità di cui fu Presidente di Commissione, riguardò il riequilibrio Nord-Sud della Regione, cioè il recupero del forte divario esistente in termini di investimenti, contributi, infrastrutture e reddito, fra la Romagna e le province dell’Emilia - prosegue il ricordo -. È significativo che tutte queste battaglie, dal 1970 quando rimase in Consiglio comunale come semplice consigliere, al 1990 quando cessò di essere consigliere regionale, furono fatte su posizioni di minoranza, cioè dall’opposizione. Questo a dimostrare che in un sistema democratico corretto anche una minoranza che abbia idee, passione, proposte, può portare apporti decisivi per il funzionamento delle Istituzioni e lo sviluppo della cosa pubblica. Giobbe credeva profondamente in questo e non cessò mai di impegnarsi sui problemi. Caro Giobbe, sei stato un maestro e avevamo ancora bisogno di te. Ora il nostro fardello sarà più pesante". 

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