Aggredito brutalmente in casa: si è spento il cuore dell'anziano

Le indagini, condotte dai Carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Forlì-Cesena e della Compagnia di Cesenatico, portarono all'arresto il 17 febbraio scorso della nipote 56enne

Era stato aggredito il 15 ottobre scorso nella casa colonica di via Saltarelli, nel quartiere Madonnina a Cesenatico, Brutale aggressione all'anziano: una parente indagata per tentato omicidio nell'unico giorno in cui l'anziano non aveva la sorveglianza della badante. Il cuore di Alfredo Benini si è spento domenica mattina. L'anziano, 87 anni, si trovava ricoverato all'ospedale "Maurizio Bufalini" di Cesena a seguito dell'aggravarsi delle condizioni di salute. Già fissati i funerali, che si terrano martedì pomeriggio nella cappella del cimitero di Cesenatico. La notizia è riportata dall'edizione di lunedì de "Il Resto del Carlino".

Le indagini, condotte dai Carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Forlì-Cesena e della Compagnia di Cesenatico, portarono all'arresto il 17 febbraio scorso della nipote 56enne. Secondo gli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore Sara Posa, la donna avrebbe aggredito Benini per questioni economiche. L'uomo non si è più ristabilito.

L'aggressione

L'87enne, con un grosso deficit visivo, secondo quanto ricostruito, si trovava nel giardino di casa sua quando improvvisamente si è sentito chiamare, si è voltato ed è stato aggredito. L'uomo non ha perso subito conoscenza e ha vagato per casa e il giardino prima di cadere riverso a terra pieno di sangue e trovare il soccorso dei vicini di casa. L'anziano, non sposato raccontò di un'aggressione da parte di più persone e riportò traumi molto gravi che lo costrinsero a un lungo ricovero in ospedale.

Le indagini

Dai primi accertamenti dei Carabinieri di Cesenatico, guidati dal capitano Francesco Esposito (coadiuvati dal Nucleo Investigativo al comando del maggiore Pietro D'Imperio e sotto il coordinamento del reparto operativo alla guida del tenente colonnello Gianluigi Cirtoli) non sono stati trovati segni d'effrazione e gli ambienti non erano a soqquadro. Escluso quindi che si fosse trattato di una semplice caduta o di un incidente, la pista investigativa si è indirizzata verso l'ambito familiare, con un movente per questioni economiche. L'attenzione è stata posta sulla 56enne parente della vittima. Con la donna, infatti, i rapporti si erano deteriorati nell'ultimo periodo: la 56enne, che assistiva l'anziano, era beneficiaria di una polizza vita a suo favore di decine di migliaia di euro. Secondo quanto appurato dagli investigatori, l'uomo non avrebbe voluto cedere alle richieste della donna di incaricare un amministratore di sostegno a seguire le sue questioni economiche, temendo di perdere i benefici della polizza.

La svolta

La donna, lavoratrice e incensurata, interrogata dagli inquirenti, avrebbe fornito versioni contrastanti e non avrebbe collaborato nello spiegare i suoi spostamenti: ciò ha portato la Procura della Repubblica a indagarla formalmente del tentato omicidio. Questo, messo in sistema con gli esiti dei diversi sopralluoghi svolti all'interno della casa e degli approfondimenti sui rapporti familiari ed economici tra i soggetti coinvolti, ha permesso al sostituto procuratore Sara Posa di richiedere e ottenere dal giudice per le indagini preliminari Giorgio di Giorgio l'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti della donna. L'arma dell'aggressione, un oggetto contundente, non è stata trovata.

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