Il borgo vuole tornare a vivere: i vecchi abitanti si ritrovano per scrivere i loro ricordi

Alcuni giorni fa Anna Battaglia ha organizzato insieme ad altri volontari una rimpatriata di tutti gli abitanti storici di Montecodruzzo

Nel dopoguerra gli abitanti erano oltre 160, ora sono una decina. A parte l'Esterina, che con i suoi 80 anni e più è la memoria storica del piccolo borgo sulle colline di Cesena sotto il comune di Roncofreddo, gli altri vivono tutti da pochi anni nelle case popolari e non conoscono il Montecodruzzo di una volta. 

Il Montecodruzzo dove la domenica arrivava strombazzando il camioncino del macellaio per vendere la carne che doveva servire tutta la settimana, e nel pomeriggio, per la gioia dei bambini, faceva sosta il furgoncino del gelataio. Il Montecodruzzo del marito della Lina (quella diventata  famosa per le ottime tagliatelle ma che per anni lì a fianco della trattoria aveva anche l'unica bottega del borgo) che, essendo l'unico abitante con un'automobile che potesse chiamarsi tale, faceva obbligatoriamente il taxista. Mentre il papà di Anna Battaglia, oltre a essere maniscalco e fabbro, era l'unico a possedere un camioncino e nel tempo libero aiutava i coltivatori della zona a trasportare frutta e verdura per venderla al mercato di Cesena. Più che un borgo Montecodruzzo è stata una famiglia allargata, dove ognuno aiutava l'altro, dove nelle calde sere d'estate ci si ritrovava negli spiazzi più comodi a parlare. Ognuno portava la sedia mentre i bambini si sedevano per terra a giocare tra di loro. 


Ma si sa che il tempo sbiadisce, dilata, modifica. I ricordi non sono più chiari e si perdono quelle sfumature che danno colore e sapore a un luogo. A non accettare che il patrimonio storico e sociale di Montecodruzzo si dissolva così sono Claudia Solfrini, ora 40enne ma che ha trascorso gran parte delle sue estate dai nonni, e Alessandro Tontini figlio della Lina. Hanno aperto una pagina facebook dal nome Montecodruzzo - Montis Cocorutius per raccogliere la memoria di chi ha vissuto, è passato o ricorda qualcosa di quel borgo così speciale. 


E alcuni giorni fa proprio Anna Battaglia (la mamma di Claudia Solfrini) ha organizzato insieme ad altri volontari una rimpatriata di tutti gli abitanti storici di Montecodruzzo. Un pranzo che non facevano da 25 anni. Infatti non si erano più rincontrati dopo un appuntamento che era diventato fisso e che era la cocomerata di agosto voluta da un soldato tedesco curato da don Armando Moretti durante la seconda guerra mondiale. Soldato che, per riconoscenza, aveva lasciato i soldi per aiutare il paese. L'anno scorso, poi,  ci avevano provato a organizzare una rimpatriata ma era scoppiato un incendio che aveva messo a dura prova il borgo. E così quest'anno era obbligatorio e per fortuna è andata benissimo. "Con il ricavato delle feste e delle messe che abbiamo organizzato - spiega Claudia e sua madre Anna - facciamo delle piccole migliorìe per il paese. L'anno scorso, in accordo con la Curia, abbiamo comprato le finestre nuove per la chiesa. Quest'anno vorremo donare nuovi cartelli turistici. Ci piacerebbe veder continuare a vivere Montecodruzzo". 


C'è da dire che attualmente è in funzione l'ex chiesa di proprietà della parrocchia di San Paolo che ospita ogni tanto i ragazzi delle parrocchie cesenati e i boy scout, ripopolando improvvisamente il borgo. Ma soprattutto è attiva l'osteria di Montecodruzzo gestita da Massimo Monti. E finchè c'è lui anche i cesenati, nelle torride serate d'estate, continuano a frequentare questo magico luogo, quindi c'è speranza. 

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