Cronaca

Mobilità, 11 strategie per un cambio culturale: riordino degli spazi pubblici per una città green e sicura

Il Consiglio comunale, alcuni mesi fa, infatti, ha approvato le linee di indirizzo del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS)

I cambiamenti climatici e il problema ambientale riguardano tutti noi ed è ormai chiaro che va fatto qualcosa al più presto. Anche l'amministrazione comunale, nel suo piccolo, può contribuire a far cambiare l'approccio culturale sulla mobilità, ovvero la mentalità riguardante gli spostamenti, come per esempio, dare sempre meno spazio per le auto - e che comunque in città dovranno ridurre la velocità - e più per pedoni, biciclette e mobilità elettrica. Il Consiglio comunale, alcuni mesi fa, infatti, ha approvato le linee di indirizzo del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) che delineano una Cesena sicura e in salute, una Cesena resiliente e che pensa al futuro delle prossime generazioni, una Cesena attrattiva, vivibile ed economicamente vivace e una Cesena inclusiva ed equa. Veri e propri obiettivi che, nel breve, medio o lungo termine saranno declinati in azioni, interventi e nuovi servizi che potranno indurre i cittadini a scegliere modelli di mobilità che non preveda la prevalenza di spostamenti motorizzati, come di fatto avviene oggi.

È questo il tema portante delle 11 strategie, (presentate oggi in conferenza stampa dall'assessora alla Mobilità Francesca Lucchi e dal dirigente del settore, ingegnere Giovanni Fini), e che definiscono il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile relative all’integrazione tra sistemi di trasporto, sviluppo della mobilità collettiva, mobilità in sharing, rinnovo del parco veicolare e diffusione della cultura connessa alla sicurezza della mobilità.

Sintetizzando le 11 strategie sono le seguenti: rigenerare e rifunzionalizzare gli spazi urbani per promuovere una mobilità più sostenibile; migliorare le prestazioni (comfort, sicurezza, efficacia, accessibilità) delle diverse reti e servizi di mobilità; favorire l’intermodalità e l’integrazione tra i diversi sistemi di mobilità; promuovere il “diritto a non muoversi” attraverso l’accessibilità digitale; favorire l’elettrificazione e automazione della mobilità; raccontare il cambiamento che si intende promuovere tramite iniziative mirate; predisporre la società al cambiamento di abitudini e stili di mobilità; premiare il cambiamento nelle scelte sostenibili di mobilità; favorire la creazione di sinergie intra- ed interistituzionali per una programmazione e progettazione di qualità; migliorare la conoscenza sullo stato attuale e le esigenze future dell’accessibilità cittadina e, in ultimo, governare il cambiamento del sistema della mobilità cittadina.

"Dall’avvio del percorso partecipativo, e grazie ai diversi incontri con i cittadini, gli stakeholders, e gli attori che vivono il territorio (tra cui scuola, Università, Associazioni, movimenti ambientalisti) - ha spiegato l'assessora alla Mobilità Francesca Lucchi - sono emersi precisi bisogni che articolano la visione futura di città sulla base di tre dimensioni di intervento: spazi e servizi multimodali; scelte e comportamenti delle persone; governance (ovvero l’insieme degli interventi che mirano a costruire un efficace modello organizzativo per la pianificazione futura dei progetti e servizi di mobilità). Col Piano si intende accelerare la rigenerazione già intrapresa degli spazi pubblici al fine di renderli multifunzionali – pensati e progettati per ospitare diverse funzioni e andare incontro alle diverse esigenze delle persone – e multimodali – organizzati per essere permeabili ai diversi modi di spostarsi in base al contesto. Il Piano, infatti, propone nuovi “concetti di spazio pubblico” che mettano al centro la persona e che facilitino le relazioni. In sintesi, occorre riprogettare gli spazi di condivisione dando ampio spazio alle ZONE 30, al fine di moderare la velocità dei mezzi in un contesto urbano, e creando una nuova proposta di riordino degli spazi di circolazione: per pedoni, biciclette, trasporto pubblico locale, traffico veicolare e logistico".

Alla base della visione futura (anche costruita attraverso la redazione del Piano Urbanistico Generale, del Piano per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche e del Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile) c’è una città dove il sistema di mobilità non solo garantisce elevate condizioni di sicurezza e minore inquinamento ma dove l’organizzazione stessa degli spazi e delle destinazioni promuove forme di mobilità ‘attive’ a tutela del benessere della collettività. Con la redazione di questo Piano della mobilità l’Amministrazione comunale punta l’attenzione sulla tutela del clima e dell’ambiente sostenendo scelte energetiche a minor impatto, aspetti per altro fondamentali, e guarda alla città del futuro, promuovendone la bellezza e l’attrattività, la salute prodotta da stili di vita sani ed attivi, e la crescita economica, considerando aspetti di sviluppo socioeconomico che nuovi modelli di mobilità potranno portare, valorizzando anche il cicloturismo.

Queste strategie sono articolate in 61 azioni nelle quali è data maggiore priorità agli interventi di gestione della domanda di mobilità e di riprogettazione delle infrastrutture e dei servizi esistenti, prima ancora della realizzazione di nuove infrastrutture e servizi. Nella definizione delle strategie e delle azioni il Piano tiene conto di tre differenti scale temporali degli interventi possibili: breve periodo: misure attuabili immediatamente o nell’arco di 1-3 anni (e tra queste l'assessora ha inserito le ciclabili tra cui Diegaro, il viadotto Kennedy e via Ravennate. Nuove colonnine per la ricarica elettrica delle auto e la mobilità sostenibile intorno alle scuole); medio periodo: misure attuabili indicativamente nei prossimi 3-5 anni, lungo periodo: misure incerte, attuabili nell’arco di 10-20 anni.

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