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La musica romagnola abbraccia il mondo con "Me son rumagnol, te ad chi sit e' fiol?"

Giovedì pomeriggio, infatti, Mirko Casadei ha suonato con la sua orchestra alla scuola elementare Saffi di Cesena, terzo Circolo, in occasione della festa finale

"Non so di chi sei figlio, ma sei mio fratello. Balla, riballa, riballa che il mondo è bello. Entra in casa mia qui c'è un vino buono. Balla, riballa, riballa. Me son rumagnol, te ad chi sit e' fiol?..." Il pensiero semplice ma efficace, che vede la tradizione romagnola, valorizzata dal dialetto, andare a braccetto con l'ospitalità per i fratelli stranieri che vengono dalla fame e dalla povertà, è alla base della nuova canzone di Mirko Casadei e della sua band. Canzone che sta diventando colonna sonora di un progetto più vasto del gruppo di musica popolare romagnolo e che vede il coinvolgimento dei bambini, dalla materna fino alle scuole medie. Giovedì pomeriggio, infatti, Mirko Casadei ha suonato con la sua orchestra alla scuola elementare Saffi di Cesena, terzo Circolo, in occasione della festa finale. 

Durante l'anno le maestre avevano lavorato con gli scolari al progetto di valorizzazione del territorio e delle tradizioni locali dal titolo "...quella cui il Savio bagna il fianco" (dal canto XXVII dell'Inferno di Dante), accompagnando i bambini a vedere il lavoro nelle botteghe degli artigiani, a conoscere le tradizioni gastronomiche romagnole, a visitare la Biblioteca Malatestiana, la Rocca, la Fontana Masini, rimanendo fedeli al solco in cui è sempre mossa la scuola: massima accoglienza e coinvolgimento attivo dei bambini che provengono da altre culture. La maestra di musica, Federica, colpita dalla canzone di Mirko Casadei che coniuga i valori di tradizione e ospitalità in maniera divertente ed entusiasmante (come solo la musica sa fare) ha provato a contattare il cantante romagnolo per sapere se poteva fare una visita alla scuola pur sapendo dei suoi numerosi impegni. E, invece, Mirko, cogliendo tutti un po' di sorpresa, ha accettato di partecipare per regalare ai bambini musica e allegria, iniziando a dar forma al suo progetto, con ambizioni regionali, finalizzato a unire la valorizzazione della romagnolità con l'accoglienza. Bisogna conoscere le proprie radici ed esserne orgogliosi per essere curiosi e accoglienti con chi viene da altri Paesi. 

"Io ho una nipotina che frequenta la scuola materna a Sant'Angelo di Gatteo - ha spiegato Mirko Casadei, 44 anni, già nonno - e quando le maestre mi hanno chiesto di portare in mezzo ai bambini un po' della nostra musica popolare, dialetto compreso, ho pensato che potesse trasformarsi in un progetto con un respiro più ampio. Anche perché sono convinto che la musica faccia miracoli e riesca ad arrivare dove i concetti più difficili fanno fatica. La musica aggrega, unisce. Magari dopo la musica potremmo passare anche al ballo tradizionale romagnolo, un ballo che obbliga al contatto, a tenersi stretti". Applaudito da grandi e bambini, Mirko Casadei, dopo aver cantato nel chiostro di San Domenico le più belle canzoni della tradizione, ha anche firmato autografi su braccia e magliette dei bambini di tutti i Paesi. 

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