"Mia madre più forte del virus a 101 anni, abbiamo vissuto la malattia nella stessa stanza di ospedale"

La cesenate Pia Pieri è ufficialmente guarita dal Covid-19 a 101 anni, dopo essersi ammalata insieme al figlio Cesare

Sconfiggere il Coronavirus a 101 anni si può. E' l'impresa della cesenate Pia Pieri, la signora è nata il 7 settembre 1918. Il 5 maggio 2020 è sicuramente una data che non dimenticherà facilmente, è il giorno in cui è ufficialmente guarita dal Covid-19, il virus che ha sconvolto le vita di tutti, mettendo nel mirino soprattutto la popolazione più anziana, spesso impotente e indifesa davanti alla malattia. Quella di Pia è una bella notizia ma anche un messaggio di speranza, con l'auspicio che la fase di emergenza sanitaria sia veramente alle spalle.

"Ci siamo ammalati insieme - racconta il figlio Cesare - lo scorso 22 marzo. Mia madre ha accusato subito la febbre, abbiamo fatto il tampone e siamo risultati entrambi positivi. Siamo stati subito ricoverati al Bufalini, e per me la situazione è stata più grave, perchè ho dovuto fare i conti anche con la polmonite". Neanche il Covid ha diviso le strade della mamma centenaria e del figlio 62enne: "Eravamo nella stessa stanza di ospedale, in pratica abbiamo passato tutta la malattia insieme. Nella sfortuna siamo stati fortunati - sorride Cesare - abbiamo potuto farci forza a vicenda. Mia madre ha conquistato ben presto la simpatia di medici e infermieri". 

Un mese e mezzo di malattia, poi il superamento della fase più critica, il ritorno a casa con due settimane di isolamento domiciliare. Fino al tanto atteso tampone che ha certificiato la guarigione ufficiale anche della signora Pia. "E' un po' debilitata ma sta bene, cosa ha detto dopo la guarigione? 'Sono contenta'. Era molto agitata e doppiamente preoccupata, anche per me".

"Come racconto il coronavirus? Sicuramente non come una banale influenza come ho sentito dire, per me ha significato vivere dieci giorni con problemi respiratori", spiega Cesare, che può tornare a godersi la casa di Villachiaviche con sua madre. "La cosa più bella è l'accoglienza che ci hanno riservato i nostri vicini, è stata una festa. Ma non dimentico i medici che ci hanno curato, per questo voglio ringraziare pubblicamente il dottor Beniamino Praticò, la dottoressa Paola Sambo e il dottor Stefano Brighi".

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