Metalmeccanici in agitazione: "Qui niente presidi per le norme anti-contagio, ma sciopero di 4 ore"

I sindacati: "Difendiamo a spada tratta il contratto nazionale dei metalmeccanici, che stanno sostenendo il paese in questa fase"

Metalmeccanici in agitazione, è stato indetto per domani, giovedì 5 novembre uno sciopero di 4 ore, che fa seguito a quello dello scorso 30 ottobre. Lo scopo è far ripartire subito il confronto sulla nuova piattaforma contrattuale. Le richieste sono chiare: aumento dei salari, miglior welfare, più diritti e maggiori tutele.

I sindacati spiegano nel corso di una video-conferenza i motivi dell'agitazione in una fase così delicata. Saverio Biguzzi, segretatio FIOM-CGIL Cesena sottolinea: "In questi 3 anni ci sono stati aumenti medi di 40-50 euro mensili. Con gli aumenti mediamente bassi c'era un intento di recuperare a livello aziendale, ma questo non è avvenuto. La questione salariare è ormai diventata nazionale. Ci troviamo in una fase molto difficile, con la pandemia che non sta creando coesione come è avvenuto nelle fabbriche, durante la prima ondata del virus. Ci saranno presidi in giro per l'Italia, nel Cesenate non li faremo per le norme anti-contagio, ci saranno un'astensione dal lavoro di 4 ore nel pomeriggio". Ad essere interessati diverse migliaia di lavoratori del settore metalmeccanico, una ottantina di aziende nel Cesenate.

Fabrizio Ronconi, segretatio UILM-UIL Cesena rimarca: "Difendiamo a spada tratta il contratto nazionale dei metalmeccanici, che stanno sostenendo il paese in questa fase. I lavoratori non vanno bastonati ma tutelati, aumentando i salari. Si esce dalla crisi solo con gli aumenti salariali e salvaguardando i posti di lavoro". Il segretario FIM-CISL Romagna, Davide Drudi gli fa eco, "non è possibile aderire a proposte di elemosine, la situazione è grave perchè le risposte le stiamo aspettando in pratica da un anno. ci auguriamo che lo sciopero avrà una adesione ampia e significativa".

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