Cronaca

Disoccupazione a stranieri con domicili fittizi, Merloni: "Colpa della legge"

La polemica innescata da Luca Bartolini sulle “smagliature burocratiche” che non permettono di individuare gli stranieri che si godranno nei loro paesi di origine, magari lavorando, il sussidio di disoccupazione per i lavoratori stagionali, trova risposta

La polemica innescata da Luca Bartolini, consigliere regionale del PdL, sulle “smagliature burocratiche” che non permettono di individuare gli stranieri che si godranno nei loro paesi di origine, magari lavorando, il sussidio di disoccupazione per i lavoratori stagionali, trova pronta risposta da parte dell'assessore al Lavoro Denis Merloni. Il caso è diventato anche un'interrogazione parlamentare.

L’assessore provinciale al Lavoro Denis Merloni replica e chiarisce quanto segue: “ I Centri per l’Impiego si stanno trovando a gestire, con impegno e grande professionalità, una situazione generata prima di tutto da una legge contraddittoria in molti aspetti applicativi. E, come Bartolini dovrebbe ben sapere, gli uffici sono i soggetti che applicano le norme, non quelli che le fanno.

La situazione che si è venuta a creare a seguito dell’entrata in vigore delle nuove procedure per ottenere l’indennità di disoccupazione per i lavoratori stagionali (“mini-ASpI”) riguarda il fatto che tale sussidio, erogato dall’Inps e non dalla Provincia, è subordinato alla consegna da parte del disoccupato della “Dichiarazione di immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa” (DID), fornita dai Centri per l’Impiego, che prevede e continua a prevedere, fra le informazioni richieste, la dichiarazione del domicilio del richiedente”.

“In estate, nella previsione della grande mole di richieste di DID da parte di lavoratori stagionali che terminavano il loro impiego nel settore turistico, finalizzate all’ottenimento della mini-AspI, abbiamo ritenuto – in concerto coi sindacati – di semplificare la modulistica, al fine di non sottoporre i richiedenti, italiani o comunitari che siano, ad attese, code e disagi ancora superiori a quelle che si sono purtroppo registrati. E’ bene precisare che è la legge che ci impone di non aggravare il cittadino con certificazioni non espressamente previsti dalla normativa. Nella metà del 2010, e quindi ben prima dell’entrata in vigore della Legge Fornero che ha modificato la vecchia normativa sulla disoccupazione per gli stagionali, i nostri Uffici – unici in tutta la Regione – avevano con utilità adottato un modulo che conteneva un numero maggiore di informazioni per documentare il domicilio della persona richiedente e avere così maggiori informazioni sul reperimento dei richiedenti. Ma la Legge Fornero queste informazioni più dettagliate non le prevede e, pertanto – pena un possibile ricorso dell’interessato – il Centro per l’Impiego già prima non poteva negare la DID in assenza delle informazioni più specifiche, che appunto non venivano richieste in tutte le altre province e che non rientrano nella documentazione standard regionale da trasmettere al SILER (Sistema Informativo Lavoro dell'Emilia-Romagna ). Con l’entrata in vigore della nuova normativa abbiamo riorganizzato i nostri uffici - già al limite dell’agibilità a causa dell’incremento esponenziale dei disoccupati da gestire e alla riduzione degli organici – per riuscire comunque a garantire questo ulteriore servizio relativo alle “mini-AspI””.

“Inoltre, non corrisponde al vero che è stata eliminata totalmente la comunicazione di domicilio dalla modulistica. La legge affida ai Centri per l’Impiego il compito di offrire politiche attive del lavoro a coloro che hanno manifestato la DID, chiamandoli ad obbligatori incontri periodici di orientamento ed altro ancora. Questo è ciò che ci chiede la legge e questo è ciò che faremo, inviando pertanto le convocazioni al domicilio che ci è stato comunicato e provvedendo alla cancellazione dell’interessato qualora non si presenti all’incontro da noi promosso o al suo mancato reperimento nel domicilio indicato. Questo avrà l’effetto della perdita anche del beneficio dell’indennità di disoccupazione”.

“Faremo tutto questo ben consapevoli di quanti limiti vi siano in tutta questa impalcatura: il limite sta in una legge, la Riforma Fornero, che vorrebbe introdurre un modello scandinavo (“Io Stato ti offro politiche attive come l’orientamento, la formazione, l’ opportunità di un lavoro e tu lavoratore sei tenuto ad impegnarti nei percorsi che ti propongo pena l’esclusione dai benefici previsti”), quando sappiamo tutti che le nostre sono quasi esclusivamente politiche passive e quindi erogazione di sussidi, in quanto ad ora non ci sono né gli strumenti né le risorse per proporre sostegno attivo ad una platea così ampia di persone quali sono i disoccupati stagionali. Nello specifico, il limite più “malizioso” della Riforma Fornero è di non avere avuto il coraggio politico di riconoscere in modo chiaro che certi benefici devono essere condizionati alla residenza o ad un domicilio certificato, che può essere previsto solo con legge nazionale, e si lascia l’incombenza ai Centri per l’Impiego, senza alcuna chiarezza sul come comportarsi, magari con il malcelato obiettivo di dimostrarne l’incapacità nello svolgimento delle funzioni loro affidate ed aprire la strada alla privatizzazione”.

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