Mercatini, Confcommercio: "Il problema non sono gli hobbisti, ma i falsi hobbisti"

"La piazza, la gente, l'atmosfera che si respira ancora nei piccoli paesi e nei borghi durante i giorni di mercato è quanto di più bello possa esserci, così come belli e importanti sono anche i piccoli mercatini degli hobbisti veri"

La nuova legge regionale che regola i mercatini degli hobbisti fa discutere. Dopo la protesta che proviene dal mondo degli hobbisti, che – con il giro di vite sui mercatini dell'usato e dei vari hobby – preconizzano la morte di tante piccole iniziative che però tengono in vita – anche per ristoranti ed esercizi commerciali – i borghi più piccoli. Alverio Andreoli, presidente cesenate e regionale di Fiva Confcommercio risponde alla critica, “patendo dal presupposto che il problema, naturalmente, non sono gli hobbisti, e ci mancherebbe: ma i finti, i falsi hobbisti”.

E quindi continua Andreoli: “La legge regionale dell'Emilia Romagna ha finalmente posto un freno al fenomeno dei finti hobbisti, molto più presente di quanto comunemente non si ritenga anche nel nostro territorio cesenate e romagnolo. Faccio il mestiere di commerciante su aree pubbliche da quarant'anni e la mia vita l'ho spesa in molta sua parte nei mercati ambulanti di tutto il territorio. Rivesto inoltre cariche importanti in senso alla Fiva Confcommercio, a tutti i i livelli, anche nazionale: credo di aver imparato a vedere e a capire come vanno le cose”.

E spiega: “La piazza, la gente, l'atmosfera che si respira ancora nei piccoli paesi e nei borghi durante i giorni di mercato è quanto di più bello possa esserci per chi come me fa ancora con passione questo mestiere duro ma bellissimo, così come belli e importanti sono anche i piccoli mercatini degli hobbisti veri, quelli che una volta ogni tanto si improvvisano venditori protagonisti di iniziative apprezzate dalla cittadinanza. Ma non ci nascondiamo dietro un dito: dietro questa parvenza di hobbisti, si sono nascosti in questi anni anche tanti irregolari, che comprano e vendono a fine di lucro, non per svuotare le cantine, bensì veri e propri commercianti, senza però sottostare alle regole del settore, bypassando gli oneri fiscali, burocratici e innescando una competizione sleale”.

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“Se la legalità è una cosa seria e non serve solo a riempirsi la bocca ma va tradotta in fatti e prassi - e io credo che essa sia il collante vero di una comunità - deve funzionare per tutti: non possono esserci zone franche e quindi la legge regionale che la Fiva Confcommercio, di cui mi onoro di essere presidente cesenate e regionale, è riuscita a conquistare grazie a un impegno straordinario, è prima di tutto una conquista di civiltà, e ora i Comuni debbono fare la loro parte per farla rispettare, stanando chi dietro l'apparenza dell'hobbista, cela la sostanza dell'affarista. Noi regolari sottostiamo a una serie di adempimenti più che ferrei e possiamo essere sanzionati per un nonnulla: basta a volte una picocla dimenticanza per far scattare sanzioni pesanti. Perchè mai dovrebbe esistere l'impunità totale per chi, per il solo fatto di non risultare, di non esistere (mentre invece esistono eccome!) svolge comunque un'attività di commercio? Come si fa a giocare serenamente una partita quando altri la giocano indebitamente e senza rispettare il regolamento?”.

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