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Asili e scuole, a Cesena attive 55 mense: 350mila pasti all'anno

Almeno una volta all’anno, l'assessore e dirigente alla scuola, Simona Benedetti, insieme alle dietiste comunali e ai referenti della pediatria di comunità, convocano la “Commissione mensa”

A Cesena nelle scuole dell’infanzia statali e in alcune delle scuole primarie e secondarie di primo grado sono attive complessivamente 55 mense. Questa la fotografica scattata dall'amministrazione comunale. A servirle sono 19 cucine distribuite capillarmente su tutto il territorio comunale, al fine di garantire le migliori condizioni qualitative dei 350mila pasti mediamente prodotti ogni anno. Entrando nel dettaglio, l’amministrazione comunale provvede alla produzione dei pasti attraverso 18 cucine gestite direttamente dal Comune ed una cucina gestita da un soggetto esterno (si tratta della nuova cucina comunale di Martorano, che serve 2 scuole dell’infanzia statali, 6 scuole primarie e 2 scuole medie, producendo in media 60.000 pasti all’anno).

Oltre a garantire la produzione dei pasti nelle cucine, l’amministrazione assicura - attraverso l’apporto professionale di due dietiste comunali - la definizione delle tabelle dietetiche (menù), che vengono autorizzate dalla Pediatria di Comunità e, soprattutto, assicura un sistema continuativo e minuzioso di controlli sulla qualità, attivo da settembre a giugno, in tutte le cucine e in tutte le scuole. Al 31 dicembre scorso, tutte le mense scolastiche erano già state regolarmente vistate dalle dietiste; già avviato anche il secondo giro di verifica (che si concluderà alla fine dell’anno scolastico).

Il sistema di controlli, inoltre, prevede il coinvolgimento attivo dei genitori: in ogni plesso, infatti, un genitore rappresentante individuato dalla scuola medesima (ma anche più di uno, se viene richiesto), può entrare nelle mense ed effettuare fino a 6 assaggi ad anno scolastico, a seguito dei quali fa pervenire al servizio comunale un questionario atto a rilevare la qualità del pasto servito ai bambini ma anche le caratteristiche dell’organizzazione del servizio. I questionari, che vengono compilati anche dalle insegnanti, sono consegnati al Comune regolarmente e con continuità. Almeno una volta all’anno, l'assessore e dirigente alla scuola, Simona Benedetti, insieme alle dietiste comunali e ai referenti della pediatria di comunità, convocano la “Commissione mensa”, cui partecipano i genitori e gli insegnanti “assaggiatori”, per valutare e condividere criticità e aspetti d’insieme del servizio. Visto che i numerosi genitori “assaggiatori” sono individuati fra ottobre e novembre, la commissione viene generalmente convocata fra febbraio e marzo.

"Il trend storico del servizio refezione porta a dire che, prevalentemente, i questionati dei genitori e degli insegnanti rilevano criticità legate alla cottura e alla temperatura della pasta; inoltre, ciò che emerge è, in alcuni casi, il nodo organizzativo legato all’utilizzo del coltello da parte dei bambini, ovvero il problema della frutta non sbucciata e della fettina di carne non tagliata - afferma l'amministrazione -. Ma anche qualche perplessità legata al gusto personale, all’utilizzo del sale e, soprattutto, all’ampia varietà di alimenti utilizzati, che annoverano molti tipi di carne, pesce, frutta, verdura e legumi, sempre biologici e preferibilmente di stagione, ivi compresi cibi non sempre graditi dai bambini. In ogni caso, ogni segnalazione viene verificata dalle dietiste, anche attraverso il coinvolgimento dei dirigenti scolastici, ove ciò risulta utile al fine di individuare soluzioni migliorative".

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