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Mense scolastiche "al ribasso", il caso di Cesena arriva in Regione

“L’aggiudicazione dell’appalto del servizio di refezione scolastica per il triennio 2015/2018, promosso dal Comune di Cesena, che sarebbe stato vinto da una cooperativa sociale con sede legale nella provincia di Salerno,” è al centro di una interrogazione del consigliere Massimiliano Pompignoli (Ln).

“L’aggiudicazione dell’appalto del servizio di refezione scolastica per il triennio 2015/2018, promosso dal Comune di Cesena, che sarebbe stato vinto da una cooperativa sociale con sede legale nella provincia di Salerno,” è al centro di una interrogazione del consigliere Massimiliano Pompignoli (Ln).

Il consigliere, riferendosi ad articoli di stampa, segnala che la gara d’appalto riguarderebbe “circa il 10 per cento della refezione scolastica riservata a 57 scuole, con la previsione di 350 pasti al giorno (prima preparati in una ‘struttura privata esterna’) oltre al trasporto e allo sporzionamento, servizi prima appaltati a un’associazione temporanea di imprese locali, che nella gara oggetto dell’interrogazione sarebbe arrivata seconda”. La cooperativa salernitana, riferisce Pompignoli, "si sarebbe aggiudicata l’appalto per la scelta dell’amministrazione comunale di privilegiare il criterio del massimo ribasso", inoltre il Comune metterebbe “a disposizione la nuovissima cucina di zona realizzata presso la nuova scuola materna di Martorano”; infine, "desterebbe preoccupazione" il "problema dei lavoratori che si occupavano di queste attività prima della nuova gara". Pur concordando sul fatto che “nelle gare non può esserci il vincolo territoriale”, l’esponente della Ln afferma che si “può optare per la scelta economicamente più vantaggiosa, che non è quella del massimo ribasso, ma quella che privilegia altri criteri per esempio di natura qualitativa, ambientale, ecc.”.

Di qui, una serie di quesiti rivolti alla Giunta regionale. Intanto, "se sia vero che l’amministrazione cesenate abbia optato per la scelta di privilegiare il criterio del massimo ribasso"; in secondo luogo, per quale motivo il Comune di Cesena "abbia deciso di realizzare in proprio una nuovissima cucina di zona”, che sarà utilizzata, "si presume, per la preparazione dei pasti da parte del vincitore dell’appalto", con "quali costi" e "se vi lavori già del personale, di che livello e alle dipendenze di chi operi".

Il consigliere vuole inoltre sapere "quale sarà la sorte dei lavoratori occupati nei servizi appaltati in precedenza all’associazione temporanea di imprese locali e quali azioni intenda mette in atto il sindaco di Cesena per salvaguardare questi posti di lavoro".

Ancora: a fronte del comunicato diramato dal Comune, in cui si sottolinea che la cooperativa vincitrice dell’appalto avrebbe “una solida esperienza nel campo della refezione di comunità, e in particolare proprio della refezione scolastica, e lavora per numerosi enti locali, non solo nel salernitano, ma anche in altre parti d’Italia”, il consigliere chiede "dove siano reperibili queste notizie, che non sembrerebbero essere presenti sul sito internet della cooperativa". Da ultimo, due richieste sulla gara d’appalto: Pompignoli domanda alla Giunta se non ritenga opportuno, pur rispettando il criterio della più ampia partecipazione dal punto di vista territoriale, "optare contestualmente per l’introduzione di criteri che escludano, in ogni tipo di gara, scelte al massimo ribasso" e vuole conoscere "quale giudizio esprima la Giunta sulla gara d’appalto promossa dal Comune di Cesena".

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