"Maria Fantini", sfogo della figlia di un anziano morto: "Informazioni scarse, focolaio scoperto dai giornali"

La lettera sfogo della donna è stata condivisa su Facebook dall'ex consigliere comunale Davide Fabbri

Una lettera che è anche uno sfogo, quello di una figlia per l'anziano padre morto nella casa di riposo "Maria Fantini". E' stata condivisa su Facebook dall'ex consigliere comunale Davide Fabbri. Nella struttura di via Serra si è sviluppato uno dei 'focolai' del virus in città che ha causato 11 decessi tra gli anziani ospiti. Anche sul territorio di Cesena la Procura da tempo ha aperto una indagine esporativa rivolta in particolare a fare luce sulla situazione dei contagi e dei decessi nelle Rsa.

Fabbri riporta che la lettera "è stata inviata ad una assistente sociale del Comune di Cesena che da anni seguiva suo padre, deceduto il 13 aprile scorso a causa di coronavirus. Da circa 5 mesi era ospite presso la casa di riposo “Maria Fantini”. 

Nella missiva la donna racconta "l'immenso dolore per la perdita del padre, che non abbiamo mai lasciato solo, anche perché affetto da Alzheimer". Scrive la figlia: "Il 27 marzo scorso ho appreso dai giornali locali che nella struttura era presente un focolaio da coronavirus, che aveva già infettato gli ospiti della struttura. Io avrei potuto portarmelo a casa mio padre, come ho fatto per 10 lunghi anni. La delusione è stata forte". La donna racconta i giorni di angoscia e lamenta "informazioni scarse" dalla struttura: "Ho atteso notizie ogni giorno sulle condizioni di salute e fisiche di mio padre, sempre le stesse fino a giovedì 2 aprile scorso, quando ricevo una telefonata dalla segreteria della struttura, che mi comunica che mio padre è risultato positivo al tampone".

La donna ripercorre l'iter che ha visto protagonista la casa di riposo: "Venerdì 3 aprile scorso il sindaco di Cesena con un provvedimento d’urgenza trasferiva la gestione provvisoria della struttura all'Asl, e in seguito la segreteria della struttura mi comunicava che mio padre sarebbe stato trasferito al "Bufalini. Lunedì 4 aprile un medico mi ha chiamato per chiedermi informazioni sullo stato di salute di mio padre, sul perchè fosse così debilitato".

"Lunedì 13 aprile il babbo ci ha lasciati - conclude la lettera - è deceduto in questo tragico periodo senza l’affetto e la vicinanza dei suoi cari, che lo rimpiangeranno a lungo per la sua bontà e semplicità d’animo. Chiedo anche a nome della mia famiglia, che venga fatta chiarezza su tutta questa vicenda, affinché vengano alla luce eventuali responsabilità"

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