Cronaca

Si inventa una professione cinematografica: la strada di Marcello Marano porta a Cannes

Una bella soddisfazione per il cesenate Marcello Marano, tra gli inventori di una nuova professione nell'ambito della produzione cinematografica o televisiva

A soli 25 anni può già dire di aver lavorato a un'opera in concorso a Cannes. Una bella soddisfazione per il cesenate Marcello Marano, tra gli inventori di una nuova professione nell'ambito della produzione cinematografica o televisiva: il Dit (digital image technician) ovvero colui che lavora gomito a gomito col direttore della fotografia per colorare sul momento e scena per scena (tramite un programma del computer) le immagini girate. L'opera è "L'intrusa", per la regia di Leonardo di Costanzo (nel cast c'è la coreografa e danzatrice Raffaella Giordano), che è in concorso nella sezione parallela di Cannes 2017 "Quinzaine Des Réalisateurs". 

Il film narra le vicende di di Giovanna, fondatrice del centro La Masseria a Napoli, un luogo in cui  le mamme del quartiere portano i loro bambini per allontanarli dall’ambiente mafioso. In questo film Marcello Marano ha curato il colore insieme al direttore della fotografia Hélène Louvart, grande esperta del settore. "Un'esperienza che mi ha dato molto dal punto di vista professionale - ha spiegato Marcello - Hélène Louvart, tra le altre cose, ha lavorato con Wim Wenders. Ogni sua scelta per me  è stato un insegnamento". 

Ma Marcello non sta fermo un attimo perché in questi giorni è stato richiamato a Bologna nel cast dell'Ispettore Coliandro come assistenza al montaggio. Riconferma dell'ottimo lavoro compiuto nelle precedenti serie. Di strada ne ha fatta molta Marcello da quando ha iniziato le sue prime esperienze a Cesena con una macchina da presa in mano e tanta passione. Tutto ha avuto inizio con uno scontrino.

Marcello ha vinto il concorso "Il racconto dello scontrino", promosso da Coop (Coop for Words), con un testo molto interessante e che ha affascinato lo stesso Carlo Lucarelli. Il premio è stato proprio un corso alla Bottega Finzioni di Bologna. Lì è stato notato da Manetti (della Manetti Bros) e da altri operatori del settore. Così ha iniziato a lavorare in piccole produzioni televisivi, poi via via, sempre più grandi acquistando fiducia, stima e nuove competenze. Una dimostrazione del fatto che se c'è stoffa prima o poi, col lavoro e tanta volontà, viene fuori.

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