Lotta alla siccità: passi avanti concreti per il "Manifesto dell'Acqua"

Il sindaco di Bagno di Romagna, Marco Baccini, fautore dell'iniziativa, sta sollecitando la discussione del Manifesto presso tutti gli Enti romagnoli, per poi presentarlo alla Regione Emilia-Romagna

Approvato dalla Giunta dell’Unione Valle Savio il "Manifesto dell'Acqua", che sarà discusso giovedì al Consiglio del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna. Il sindaco di Bagno di Romagna, Marco Baccini, fautore dell'iniziativa, sta sollecitando la discussione del Manifesto presso tutti gli Enti romagnoli, per poi presentarlo alla Regione Emilia-Romagna, "così da coinvolgere tutti gli Enti in quella che deve essere una nuova occasione di politica territoriale di area vasta, inclusiva, condivisa e lungimirante su temi che richiedono tempismo e prontezza di azione programmatoria". Venerdì scorso il Manifesto è stato approvato all’unanimità dal Consiglio comunale di Bagno di Romagna, che ha dato mandato al sindaco "di avviare il coinvolgimento degli altri enti per dare impulso agli obiettivi fissati nel documento e individuare celermente le strategie da porre in essere".

Tra gli indirizzi principali del Manifesto "avvio di un piano di studio avente ad oggetto l’analisi della situazione attuale delle disponibilità idriche nell’ambito dell’Area Vasta Romagna; l’analisi delle criticità che minacciano la disponibilità della risorsa idrica nei prossimi decenni e delle criticità indirette ad essa collegata; l’analisi delle misure e degli investimenti in grado di preservare la disponibilità e la qualità dell’acqua nei decenni futuri in modo compatibile con le logiche di sostenibilità ambientale e “green economy” (riduzione, attraverso campagne di sensibilizzazione ed educazione, dei consumi attraverso politiche urbanistiche e regolamentazioni edilizi che prevedano misure di resilienza); adeguamento tecnologico dei sistemi fognari; progressiva riduzione dei prelievi delle acque di falda; pianificazione in modo condiviso e concertato delle azioni strategiche e degli investimenti necessari per garantire la disponibilità di acqua nei decenni futuri; individuazione delle risorse necessarie per l’attuazione del percorso e delle azioni strategiche individuate con la Regione Emilia-Romagna e con il Governo.

Intanto il volume dell’acqua della Diga di Ridracoli è sceso sotto i 10 milioni di metri cubi. "Se si considera che gli ultimi 4-5 milioni non sono utilizzabili, la situazione fa segnare un primo campanello di allarme sulla disponibilità della risorsa idrica - afferma Baccini -. I vertici di Romagna Acque Società delle Fonti rassicurano i romagnoli e fanno sapere che la quantità di acqua presente nell’invaso sarà sufficiente ad arrivare al nuovo anno, in attesa che il cielo arrivi in soccorso. Il segnale che arriva, però, pone in maniera ancor più rilevante il tema della disponibilità della risorsa idrica anche a livello di territorio romagnolo e fa emergere la necessità di una tempestiva pianificazione, dopo che la questione era emersa a livello nazionale nel periodo di siccità estiva".

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