Manifesti funebri per l'unione gay: parte il processo per incitazione all'odio

L'episodio che destò molto scalpore a Cesena risale allo scorso febbraio. Forza Nuova tappezzò il centro storico con manifesti funebri in cui annunciava "la morte della civiltà"

Mirco Ottaviani (Forza Nuova) e il manifesto omofobo

Un ritardo nel notificare il termine a comparire all'avvocato Giancastro che difende il coordinatore regionale di Forza Nuova, il riminese Mirco Ottaviani, e il processo al Tribunale di Forlì per aver inscenato un funerale (con manifesti che annunciavano la morte della civiltà) dopo l'unione civile di Marco e Manuel (due ragazzi cesenati), è stato rimandato al 15 maggio. Nessun problema, però, perché tutto resta uguale. Arcigay di Rimini, Forlì-Cesena e Comune di Cesena hanno già confermato che si costituiranno parte civile in quell'occasione, confermando anche la lista di testimoni da ascoltare, tra cui il sindaco di Cesena Paolo Lucchi e il capo della Polizia Municipale di Cesena.

L'episodio che destò molto scalpore a Cesena risale allo scorso febbraio. Forza Nuova tappezzò il centro storico con manifesti funebri in cui annunciava "la morte della civiltà", per via della celebrazione di un'unione gay e poi rincarò la dose simulando un funerale, sempre per la stessa "morte", fino a giungere con una bara finta in piazza del Popolo. Per questo l'Arcigay presentò un esposto ed ora Ottaviani si trova a processo per istigazione all'odio di genere.

Marco Tonti, presidente dell'Arcigay, era presente all'udienza che si è svolta martedì mattina al Tribunale di Forlì, mentre il coordinatore regionale di Forza Nuova non era presente. Tuttavia Ottaviani ha esternato il suo pensiero su Facebook: "Se sarò colpevole di aver difeso la nostra civiltà e le nostre tradizioni, colpevole di aver difeso la famiglia naturale come unico cardine della società, colpevole di aver difeso il diritto di un bambino a crescere con una mamma e un papà, non potrò che esserne orgoglioso"

L'ipotesi di reato, ricordiamo, è la violazione della legge Reale-Mancino,  una norma della Repubblica Italiana che sanziona e condanna gesti, azioni e slogan legati all'ideologia nazifascista, e aventi per scopo l'incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali. "Non si tratta solo di un caso isolato - ha spiegato l'avvocato Christian Guidi, difensore della parte civile Marco Tonti - non si ferma a quella brutta manifestazione inscenata dopo l'unione della prima coppia gay a Cesena". Il clima di offese, secondo Marco Tonti, presidente di Arcigay, "è proseguito per la seconda unione civile e direi anche in seguito. Fino ad arrivare al post dell'altra sera in cui lo stesso coordinatore di Forza Nuova addirittura ha chiamato in causa il vescovo di Cesena, chiedendogli perchè non fosse sceso anche lui in campo a difendere i valori della famiglia tradizionale". L'udienza, quindi, è stata rinviata al 15 maggio.

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