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Manifesti anti-aborto, l'associazione: "La libertà di espressione coincida con il rispetto delle leggi"

"La libertà di espressione per noi deve coincidere nel rispetto delle scelte altrui e delle leggi. È in atto un attacco concentrico ai diritti conquistati dalle donne italiane"

L'associazione “Ipazia Liberedonne” ha incontrato il sindaco Enzo Lattuca per ulteriori chiarimenti sulla scelta dell'amministrazione comunale di Cesena di non rimuovere i manifesti pubblici della campagna contro l'aborto farmacologico promossi dalle associazioni Provita. "Il sindaco ci ha ribadito la sua posizione: la libertà di opinione va salvaguardata, ma a quale prezzo?", si chiede l'associazione.

"La libertà di espressione per noi deve coincidere nel rispetto delle scelte altrui e delle leggi. È in atto un attacco concentrico ai diritti conquistati dalle donne italiane, a partire dalla libertà di interrompere una gravidanza, riconosciuta dall’ormai nota legge n. 194 del 1978".
Per l'associazione "è un attacco alle donne e alla loro capacità di autodeterminarsi nella scelta della maternità, con il palese obbiettivo di distogliere le risorse alle strutture pubbliche a favore dei centri di aiuto alla vita".

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