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Martedì, 29 Novembre 2022
Cronaca Centro  / Piazza del Popolo

La piazza no-war cesenate invoca la pace: "Cessate il fuoco, incombe la minaccia nucleare. Ridurre le spese militari"

La piazza no war cesenate ha anticipato la grande manifestazione nazionale di Roma, in programma il 5 novembre, l'obiettivo è quello di moltiplicare gli appelli a deporre le armi e iniziare i negozati. Venerdì a Napoli hanno manifestato migliaia di giovani

Un filo simbolico ha unito Cesena a Napoli dove venerdì migliaia di persone si sono riversate in Piazza del Plebiscito per chiedere il cessate il fuoco, tantissimi gli studenti. Poche ore dopo, sabato, a scendere in piazza è stata la città di Cesena, dove circa 200 persone hanno risposto all'appello in Piazza del Popolo. Un'iniziativa targata 'Europe for Peace' che a Cesena si è svolta sotto la regia del Centro per la Pace "Ernesto Balducci". Un grido forte contro la guerra tra Russia e Ucraina, anche Cesena ha sventolato i simboli colorati della Pace per chiedere che comincino finalmente i negoziati tra Kiev e Mosca.

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La piazza no war cesenate ha anticipato la grande manifestazione nazionale di Roma, in programma il 5 novembre, l'obiettivo è quello di moltiplicare gli appelli a deporre le armi. I cesenati avevano manifestato già lo scorso marzo nella cornice dei Giardini Savelli, dove la comunità ucraina presente in Romagna aveva raccontato gli orrori del conflitto bellico. Otto mesi dopo la città ha chiesto nuovamente il cessate il fuoco, vivendo sulla propra pelle anche le drammatiche conseguenze economiche della guerra.

Margherita Maltoni, attivista del Centro per la Pace di Cesena, ha spiegato i motivi di questa mobilitazione andata in scena sabato pomeriggio nel cuore del centro storico della città: "Cessate il fuoco subito - l'accorato appello - mettiamo al bando le armi nucleari. La minaccia nucleare incombe su di noi, è un dovere degli Stati e dei popoli fare di tutto per fermare questa follia. La guerra ha conseguenze globali, sta provocando crisi alimentari ed incide sul caro-vita che colpisce le fasce più povere delle popolazione. La guerra va fermata subito, le Nazioni Unite devono assumersi la responsabilità del negoziato per fermare questa escalation con tutti i mezzi a disposizione della diplomazia, serve una conferenza internazionale per la Pace. Bisogna ridurre le spese militari, in favore degli investimenti per combattere la povertà e per favorire il lavoro dignitoso".

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