Manette ai pendolari del crimine, arrestati due rapinatori di banche

Le indagini della squadra Mobile di Rimini hanno permesso di arrestare gli autori di almeno due colpi in altrettanti istituti di credito

Individuati e arrestati, dal personale della squadra Mobile di Rimini, gli autori della rapina che, il 19 giugno del 2017, era stata consumata ai danni della filiale di via Marecchiese della Banca Malatestiana. A finire in carcere, con un'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip su richiesta del pubblico ministero, sono stati un 20enne e un 40enne, entrambi palermitani, che armati di taglierino avevano fatto irruzione nell'istituto di credito. Col volto coperto da cappellini, occhiali da sole e un fazzoletto sulla bocca, avevano minacciato i due dipendenti col più anziano che, una vola dentro, aveva urlato "Fate quello che dico io, non vi faccio niente. Di rapine ne ho già fatte altre e così non vi succede niente". Dopo aver arraffato contanti per alcune migliaia di euro, i rapinatori avevano costretto il personale a recarsi nelle toilette non prima di aver sbloccato il bussolotto dell'ingresso ed erano poi fuggiti facendo perdere le loro tracce.

Gli inquirenti della Mobile, grazie anche alle telecamere, avevano intuito che non si trattava di malviventi locali ma di "pendolari" che, dopo il colpo, tornavano nelle loro città. Le ricerche si sono quindi allargate a tutta Italia coi fotogrammi che hanno iniziato a circolare nelle varie Questure della penisola e a comparare il modus operandi dei rapinatori con altri colpi messi a segno in Romagna. Anche gli approfondimenti tecnici hanno consentito di dimostrare la presenza sul nostro territorio del 40enne nei giorni precedenti la rapina: cosi come rimarcato anche dalle indagini forlivesi, ha goduto evidentemente di appoggi logistici in particolare a Gatteo Mare, nonché il medesimo modus operandi dell’uomo che sia nella rapina di Cesena avvenuta alcuni giorni prima di quella di Rimini e per la quale gli autori erano già stati identificati, non aveva utilizzato il cellulare dal giorno prima a qualche ora dopo la consumazione del reato. Le attività hanno quindi consentito di verificare che dopo la rapina i due rapinatori  in fuga hanno intrapreso il viaggio in direzione sud a bordo di un’autovettura, nel viaggio autostradale di rientro in Sicilia attraversando le province di Ancona-Ferino-Teramo- Frosinone-Caserta-Napoli e successivamente verso Palermo. Il provvedimento è stato notificato ai malviventi presso il carcere palrmitano dove sono attualmente detenuti per altri reati.
 

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