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Macro-regione adriatico-ionica, Gozi (Pd): "Priorità del semestre italiano"

Il vertice dei capi di stato e di governo dell'Ue che si apre questa sera a Bruxelles è pronto a dare l'ultimo via libera alla strategia per la creazione della macroregione adriatico-ionica. L'ultima bozza di conclusioni che dovrebbe essere approvata dai leader europei

Il vertice dei capi di stato e di governo dell'Ue che si apre questa sera a Bruxelles è pronto a dare l'ultimo via libera alla strategia per la creazione della macroregione adriatico-ionica. L’ultima bozza di conclusioni che dovrebbe essere approvata dai leader europei “chiede a tutte le parti interessate di attuare la strategia senza indugio”. Il primo via libera alla macroregione era già arrivato lo scorso 29 settembre dal Consiglio Affari generali. “Si tratta di un nuovo strumento per un'attuazione più efficace delle priorità Ue, in particolare per quanto riguarda l'allargamento e la coesione territoriale”, aveva affermato in quell'occasione il sottosegretario agli Affari europei, Sandro Gozi, ricordando le “esperienze positive” avute con le strategie del Mar Baltico e del Danubio. “Realizzare al più presto la macroregione adriatico-ionica è una delle priorità del Semestre di Presidenza – sottolinea Gozi – essa offre una grande opportunità di sviluppo per un migliore utilizzo dei fondi strutturali nei settori strategici del turismo, nei trasporti marittimi e nella cultura”.

L'obiettivo della macroregione e' rilanciare l'economia e creare nuovi posti di lavoro, promuovendo allo stesso tempo l'integrazione all'Unione europea dei Balcani occidentali. Il piano d'azione proposto dalla Commissione Ue lo scorso giugno mira ad aiutare settanta milioni di cittadini a “trarre vantaggio da una più stretta cooperazione in settori come la promozione dell'economia marittima, la tutela dell'ambiente marino, il completamento dei collegamenti nel settore dei trasporti e dell'energia e il rafforzamento del turismo sostenibile”. La strategia si basa sull'iniziativa adriatico-ionica, lanciata nel maggio del 2000 ad Ancona per rafforzare la cooperazione tra i paesi rivieraschi. Il piano coinvolge otto paesi europei, di cui quattro sono membri dell'Ue (Italia, Croazia, Grecia e Slovenia) e quattro sono candidati o potenzialmente candidati all'adesione (Albania, Bosnia-Erzegovina, Serbia e Montenegro). La strategia “rimane aperta” alla partecipazione di altri partner nella regione, come ad esempio l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia. All'attuazione della strategia contribuiranno i fondi strutturali ed europei, nonché lo strumento di assistenza preadesione (Ipa).

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