L'emergenza umanitaria

Profughi dall'Ucraina, stabilito il "Punto di primo contatto": anche tamponi e anamnesi vaccinale

Il vertice si è riunito per definire le procedure operative per l’attivazione di un "Punto di primo contatto" con i profughi ucraini che dovessero arrivare, in contingenti significativi organizzati, sul territorio della provincia

Non ci sono all'orizzonte arrivi organizzati di profughi verso il territorio provinciale di Forlì-Cesena, ma nel frattempo la Prefettura ha attivato un "Punto di primo contatto" per le procedure d'identificazione. E' l'esito di un tavolo tecnico, presieduto dal prefetto Antonio Corona, riunitosi lunedì mattina in videoconferenza alla presenza del Comune di Forlì, Comune di Cesena, Ausl della Romagna, Questura di Forlì-Cesena, Comando provinciale Carabinieri di Forlì-Cesena, Comando provinciale Guardia di Finanza di Forlì-Cesena, Ufficio Territoriale Sicurezza Territoriale e Protezione Civile di Forlì-Cesena dell’Agenzia Regionale Stpc, Coordinamento provinciale del Volontariato di Protezione civile, e Croce Rossa Italiana di Forlì-Cesena.

Il vertice si è riunito per definire le procedure operative per l’attivazione di un Punto di primo contatto con i profughi ucraini che dovessero arrivare, in contingenti significativi organizzati, sul territorio della provincia. Tale ha trovato la collocazione nella palazzina della biglietteria del Palafiera in via Punta di Ferro, 2, messa a disposizione dall’Amministrazione comunale. Qui saranno eseguiti tamponi, anamnesi vaccinale, screening tubercolosi ed altre procedure sanitarie, mentre Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza procederanno alla registrazione dei profughi. I Servizi sociali comunali valuteranno invece eventuali esigenze in relazione anche alla composizione dei nuclei familiari e alla presenza di situazioni di fragilità-minori. Al riguardo, i Servizi sociali del Comune di Forlì e quelli dell’Unione dei Comuni Valle del Savio si sono accordati al fine di poter espletare congiuntamente le attività di presa in carico dei nuclei ucraini che poi troveranno accoglienza nei rispettivi ambiti territoriali. 

La Prefettura si occuperà invece della gestione della prima accoglienza dei profughi nelle strutture Cas dedicate. L’Ufficio Territoriale Sicurezza Territoriale e Protezione Civile di Forlì-Cesena dell’Agenzia Regionale Stpc, insieme al Coordinamento provinciale dei volontari (in esso compresi quelli facenti capo alla Croce Rossa di Forlì-Cesena), svolgeranno le attività di supporto che dovessero rendersi necessarie (allestimento spazi di attesa, distribuzione generi di conforto, trasporto presso le strutture di destinazione ed altro).

"I cittadini ucraini che finora hanno trovato una sistemazione in provincia - grazie anche alle numerose iniziative spontanee di solidarietà - sono invece giunti per lo più “alla spicciolata” e in maniera autonoma - rende noto la Prefettura -. Allo stato, comunque, non si hanno notizie circa possibili arrivi organizzati di profughi verso il territorio provinciale". In via ordinaria, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13, la  medesima struttura di Via Punta di Ferro sarà presto utilizzata dalla Ausl, ai fini dell’espletamento delle prestazioni sanitarie dedicate ai cittadini ucraini. Le medesime prestazioni sanitarie dedicate ai profughi ucraini sono attualmente erogate anche alla Sala di quartiere Piazza Magnani–Cesena, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13.
 

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