Lucchi: "Con l'Imu già pagate le aziende impegnate nel nevone"

Sull'accorto dell'Imu è polemica tra il sindaco Paolo Lucchi e il gruppo di Presidenza di Confartigianato. Il primo cittadino, assieme all'assessore al Bilancio Carlo Battistini, rispondono piccati

Sull'accorto dell'Imu è polemica tra il sindaco Paolo Lucchi e il gruppo di Presidenza di Confartigianato. Il primo cittadino, assieme all'assessore al Bilancio Carlo Battistini, rispondono piccati: “Siamo molto stupiti dalle dichiarazioni rilasciate dal Gruppo di Presidenza di Confartigianato, a cominciare dal rimprovero rivolto all’Amministrazione comunale di Cesena di non aver ancora reso noto la situazione dei proventi raccolti con la prima rata dell’Imu. Evidentemente a tutti e tre i componenti del Gruppo è sfuggita la nostra comunicazione del 6 luglio scorso, in cui rendevamo conto di quanto incassato con l’acconto di giugno dal Comune  fino a quel momento. E dire che la notizia è stata ampiamente ripresa dai media locali, senza dimenticare che gli stessi dati sono debitamente pubblicati e accessibili a tutti sul sito del Ministero dell’Economia”.

E ancora: “Non abbiamo, comunque, nessuna difficoltà a fornire nuovamente i dati, aggiornandoli alla luce di una quota (per altro molto contenuta) di pagamenti arrivati in ritardo. Ad oggi il Comune di Cesena ha incassato con la prima rata Imu la somma di 10 milioni e 649mila euro, mentre lo Stato (a cui –come si ricorderà - va una quota d’imposta determinata sulla base dell’aliquota del 3,8 per mille, gravante su tutti gli immobili ad eccezione delle abitazioni principali, comprese le pertinenze, e dei fabbricati rurali strumentali all’attività agricola) ha ricevuto altri 7 milioni e 239mila euro. E come abbiamo anticipato nella comunicazione del 6 luglio, l’andamento della prima rata è molto più vicina alle stime prudenziali del Comune che a quelle indicate dallo Stato”.

Respingono invece altre valutazioni, i due amministratori del Comune: “Ci lascia perplessi anche il riferimento alla stima di introito da Cesena di 51 milioni di euro indicato dal Gruppo di presidenza Confartigianato.. Va chiarito, infatti, - proprio in nome della corretta informazione e della trasparenza, invocata dagli stessi vertici di Confartigianato - che la stima complessiva inserita nel bilancio preventivo 2012 dal Comune di Cesena  è molto più bassa e ammonta a 34,6 milioni. E vale la pena di sottolineare che questa somma comprende sia l’introito previsto dall’applicazione dell’aliquota base (per la quota che compete il Comune) sia quello proveniente dalla maggiorazione applicata per seconde case e per le unità immobiliari destinate ad attività. Senza le maggiorazioni, le previsioni d’incasso sarebbero state ancora inferiori, intorno ai 22 milioni e 300mila euro”.

“La somma di 51 milioni indicata da Confartigianato si raggiungerebbe solo nel caso in cui si conteggiassero anche le somme destinate allo Stato, su cui il Comune non ha alcuna possibilità di intervento. Ma soprattutto occorre tenere presente il motivo principale che ha costretto il Comune ad applicare aliquote più alte, e cioè la necessità di far fronte alle enormi spese straordinarie causate dalle nevicate di febbraio e dai danni subiti in quel periodo. Ricordiamo che dopo quell’emergenza il Comune di Cesena si è trovato a dover far fronte, a causa della neve, a maggiori costi per 16 milioni e 441.000, e che di fronte a quella situazione eccezionale fummo costretti a rivedere pesantemente il bilancio 2012 (già di per sé molto complicato) quando era ormai pronto per l’approvazione. E pur a fronte di quella pesante revisione non abbiamo potuto dare copertura a tutte le voci necessarie per riportare la città alla situazione precedente il nevone (non a caso vari interventi sono stati rinviati agli anni prossimi)”.

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“E vogliamo sottolineare che fra le somme finanziate e già liquidate ci sono i 2 milioni e 811mila euro, con i quali abbiamo pagato le tante imprese cesenati che hanno lavorato durante il periodo dell’emergenza, impegnate nella pulizia delle strade, nella messa in sicurezza delle scuole, delle aree verdi e in tutti gli interventi urgenti resisi necessari all’epoca. Per quanto ci riguarda, crediamo che l’Amministrazione comunale di Cesena abbia sempre dimostrato la disponibilità al confronto con il mondo imprenditoriale, così come con tutte le componenti sociali. Ma occorre partire da elementi chiari e precisi, e ci dispiace che in questo caso il gruppo di presidenza di Confartigianato sia caduto in un errore così grossolano”.

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