Plusvalenze fittizie nelle compravendite di giocatori tra Cesena e Chievo, Campedelli interdetto per 8 mesi

La Corte di Cassazione ha confermato la misura cautelare del divieto temporaneo di esercitare imprese e assumere cariche direttive in esse per la durata di otto mesi a carico di Luca Campedelli

La Corte di Cassazione ha confermato la misura cautelare del divieto temporaneo di esercitare imprese e assumere cariche direttive in esse per la durata di otto mesi a carico di Luca Campedelli, presidente del Chievo Verona. E' l'esito del terzo grado di giudizio sulla misura cautelare, con la vicenda vagliata dalla terza sezione penale della Cassazione, dopo che erano stati discussi il ricorso in Appello al Tribunale di Bologna ed emessa l'ordinanza del Giudice per le indagini preliminari di Forlì nel luglio del 2019. La richiesta parte dalla Procura della Repubblica di Forlì (pm Santangelo e Rago) nell'ambito delle inchieste giudiziarie che si sono ramificate dal fallimento della vecchia società del Cesena Calcio. La misura cautelare è in corso di esecuzione da parte della polizia giudiziaria.

Per la Procura della Repubblica di Forlì, che aveva chiesto la misura interdittiva, la decisione della Suprema Corte confermerebbe, seppur limitatamente alla sede cautelare, la rilevanza penale delle plusvalenze prodotte in finte compravendite di giocatori, le cessioni reciproche di giovani calciatori, avvenute tra Cesena e Chievo Verona nel periodo 2013 – 2017. La Procura, che ha coordinato le indagini della Guardia di Finanza di Cesena e Verona, ritiene tali operazioni come compravendite non reali, ma volte solo a generare plusvalenze in bilancio, quindi simulate tanto per quanto riguarda il profilo fiscale, quanto per l'aspetto societario e fallimentare, con l'ipotesi di reati quali le false comunicazioni sociali e dichiarazione fraudolenta. 

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In base ai primi risultati investigativi aventi ad oggetto il profilo fiscale e societario delle compravendite fra le due società calcistiche, la Procura di Forlì chiese e ottenne nell'estate del 2018 il fallimento del Cesena, all'epoca militante nel campionato nazionale di serie B. La società si trovava in crisi, gravata da un forte passivo, principalamente nei confronti dell'Erario. Su tali compravendite si mosse anche la giustizia sportiva, con la Procura Federale della FIGC che deferì per gli illeciti sportivi il Cesena e il Chievo Verona. 

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