Lotta agli sprechi alimentari, dalle scuole ai ristoranti: i progetti danno i loro frutti

Altri progetti, come ad esempio "Che cavolo mangi", hanno riguardato anche le scuole, con focus su tematiche non solo ambientali, ma anche nutrizionali e sociali

L'assessore alle Politiche Ambientali Francesca Lucchi, rispondendo ad un question time del consigliere Sebastiano Castellucci (Pd), fa il punto sulle politiche attuate dal Comune di Cesena contro lo spreco alimentare. In merito al progetto "Qui spreco zero", avviato nel 2017, Lucchi evidenzia che il primo anno d'attività ha coinvolto 30 ristoranti, con l'utilizzo di 4233 "kit antispreco", che equivalgono ad oltre 2 tonnellate di cibo non gettato. "Il secondo anno, i kit (sacchetto e vaschetta) sono stati forniti a 12 nuovi ristoranti, confermando le azioni di comunicazione sui precedenti 30 - continua Lucchi -. I risultati numerici del progetto sono confrontabili con il primo anno di attività, utilizzando 4840 kit, che corrispondono a 2,2 tonnellate di cibo. Inoltre, al fine di ridurre ulteriormente i volumi di rifiuto organico, 3 ristoranti in aree rurali hanno attivato anche il compostaggio domestico".

Altri progetti, come ad esempio "Che cavolo mangi", hanno riguardato anche le scuole, con focus su tematiche non solo ambientali, ma anche nutrizionali e sociali. Nel 2018 è deputatto il progetto "Ripensa la mensa", che ha visto coinvolte le scuole elementari Torre del Moro (16 classi con 357 bambini), “Carducci” (15 classi con 257 bambini), “Don Baronio” di Ponte Abbadesse (10 classi con 217 bambini) e “Fiorita” (10 classi con 170 bambini). "Alle classi è stato illustrato il processo di preparazione del pranzo, dalle materie prime fino al loro utilizzo nella cucina della scuola, sensibilizzando gli alunni sulla necessità di ridurre lo spreco alimentare in mensa", spiega Lucchi.

"Gli alunni sono quindi stati coinvolti nella differenziazione degli scarti in primo, secondo e contorno, con il sostegno di insegnati e collaboratori scolastici, e la predisposizione di apposito materiale illustrativo - prosegue l'assessore -. Gli scarti sono stati pesati giornalmente in modo da valutare nello specifico il gradimento delle diverse pietanze servite, al fine di tarare meglio quantitativi e menù. I dati sono ora in fase di elaborazione e analisi. Parte del progetto è rappresentato anche dalla collocazione di compostiere a scuola, per l'autosmaltimento di parte dei rifiuti organici, quale esempio educativo per i bambini e le loro famiglie. Il filo conduttore di tutte le attività svolte risiede nel valore dell’educazione e della consapevolezza. A partire da quanto fatto, credo che si possano immaginare numerosi sviluppi e stimoli, che guidino una continua ricerca di responsabilizzazione verso un tema le cui ricadute hanno valenza sul lato ambientale, economico, ma anche sociale". 

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