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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Lotta contro il cancro, torna in presenza al Teatro Verdi il "Gran Gala Ior": evento di raccolta fondi

La dodicesima edizione era saltata a causa delle restrizioni sanitarie messe in atto per contenere l’emergenza Covid-19: ma ad un anno di distanza torna ufficialmente la solidarietà in presenza

La dodicesima edizione era saltata a causa delle restrizioni sanitarie messe in atto per contenere l’emergenza Covid-19: ma ad un anno di distanza torna ufficialmente la solidarietà in presenza al Teatro Verdi di Cesena, suggestiva location che come da tradizione ospiterà giovedì 2 dicembre l’evento di raccolta fondi per eccellenza del programma natalizio dello IOR, il “Gran Gala”. La serata nasce per fare il punto della situazione riguardo la lotta contro il cancro in Romagna assieme alle svariate anime che sostengono questa causa, dal privato cittadino al volontario, passando per i principali rappresentanti del tessuto politico ed imprenditoriale del territorio: ma diventa anche occasione per chiedere ai partecipanti uno sforzo aggiuntivo a favore di un progetto specifico che possa fare la differenza per il territorio. Quest’anno l’obiettivo della solidarietà sarà il sostegno della campagna “A Testa Alta”, crowdfunding che già dagli inizi di novembre l’Istituto Oncologico Romagnolo ha lanciato per acquistare a favore dell’IRST di Meldola, del suo distaccamento di Cesena e dell’Oncologia di Rimini tre caschi refrigeranti “Paxman Scalp Cooler”.

Questi dispositivi mantengono il capo della paziente ad una temperatura intorno ai -4° per tutta la durata della somministrazione delle terapie chemioterapiche: in questo modo il bulbo pilifero si restringe e, di conseguenza, la dose di farmaco alopecizzante che lo raggiunge è molto minore. In letteratura scientifica tale tecnica è già molto conosciuta ed apprezzata: gli studi a riguardo evidenziano come il 70% delle donne che si sottopongono a questo trattamento riescano a sperimentare una caduta di capelli di grado lieve o nullo. Vale la pena sottolineare come la calvizie sia uno degli effetti collaterali più riconoscibili e temuti di tutto il percorso di cura, tanto da risultare spesso addirittura più spaventoso della malattia stessa. "Nella comunicazione tra medico e paziente, nel momento in cui si ragiona sulla proposta terapeutica, il tasto dell’alopecia rappresenta sempre uno dei momenti più critici – spiega il dott. Ugo De Giorgi, Direttore della Struttura Complessa di Oncologia Clinica e Sperimentale, Terapie Innovative ed alte dosi dell’IRST, che sarà presente all’evento – ci sono persone che, pur accettando il percorso di cura più efficace per il tipo di malattia di cui soffrono, vivono molto male tale effetto collaterale, assumendo comportamenti di isolamento a fronte del disagio avvertito: ma non dimentichiamo che esiste anche una fetta di pazienti, fortunatamente piccola ma non per questo meno importante, che rifiuta categoricamente i trattamenti che inducono la caduta dei capelli. Di conseguenza il casco refrigerante ha sicuramente un impatto positivo per quel che concerne la qualità di vita delle donne che subiscono una diagnosi di cancro, ma per alcune di queste rappresenta anche l’unica speranza per potersi giocare la migliore chance terapeutica e, quindi, può risultare determinante anche per le prospettive di sopravvivenza. Abbiamo chiesto ed ottenuto dallo IOR di poter disporre di due dispositivi: uno per la sede di Meldola e uno per quella di Cesena. In questo modo le donne che vogliono sottoporsi al percorso di cura che tenga in maggiore considerazione i loro bisogni più profondi potranno farlo più vicino a casa, senza dover affrontare viaggi lunghi per poter approfittare della speranza di salvare i capelli".

Il Direttore Generale IOR, Fabrizio Miserocchi, ha fatto il punto della situazione della campagna. "La generosità di tanti donatori privati, unita alla grande adesione che hanno avuto i nostri eventi, tornati finalmente in presenza su tutto il territorio della Romagna, ha già portato al raggiungimento del 31% dell’obiettivo che ci eravamo prefissati: i contributi sono già pari a quasi 20.000 euro. La strada è ancora lunga, ma nutriamo grandi speranze anche grazie al “Gran Gala”, da sempre la serata che fa la maggiore differenza in termini di raccolta fondi di tutto il nostro calendario natalizio, quella in cui più di tutte l’amicizia e la sensibilità delle principali aziende del territorio nei confronti della nostra causa si tramuta in un gesto concreto. Nel 2019 questa manifestazione fece davvero la differenza per tutta la Romagna ma in special modo per il Comune di Cesena, perché ci diede una grande spinta verso la realizzazione dell’ultimo sogno del prof. Amadori, quel PRIME Center che abbiamo presentato appena lunedì 22 novembre alle istituzioni e alle autorità. Quest’anno purtroppo sarà il primo “Gran Gala” senza il nostro fondatore, di conseguenza l’emozione e la commozione sarà sicuramente tangibile: inoltre la partecipazione dovrà essere giocoforza contingentata per poter garantire la massima sicurezza ai presenti. Tuttavia, per l’edizione 2021, ci impegneremo a destinare l’intero ricavato all’acquisto di un dispositivo da donare anche all’Oncologia di Cesena.: in questo senso siamo orgogliosi di tornare dopo un anno di stacco al Teatro Verdi con la solidarietà in presenza nella città ma soprattutto a favore della città".

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