Accoglie la Finanza con mannaia e coltello, arrestato e condannato a 16 mesi di reclusione

L’aggressore, dopo gli atti di rito, su disposizione del pm Antonio Vincenzo Bartolozzi, è comparso lunedì mattina nel tribunale di Forlì per il processo per direttissima

Un ristoratore di 61 anni, titolare di un agriturismo delle colline cesenati, è finito arrestato per aver reagito alla verifica di due agenti della Guardia di Finanza: avrebbe accolto i due agenti alzando una mannaia (che comunque aveva già in mano in quanto al momento stava tagliando della carne), ma anche successivamente presentandosi all’uscita del locale con un coltellaccio ed infine chiudendo l’accesso del cancello con un trattore a pala alzata.

Tutto era iniziato come uno dei tanti controlli che la Compagnia della Guardia di Finanza di Cesena, nell’ambito di un più ampio piano d’azione disposto dal Comando Provinciale di Forlì-Cesena a seguito dei numerosi input ricevuti dalle varie istituzioni locali e dalle associazioni di categoria in tema di abusivismo commerciale e “lavoro nero”, e rischiava di finire invece in tragedia.

Al momento di entrate all’interno dell'agriturismo, la pattuglia è stata aggredita dal proprietario dell’esercizio commerciale che, capito l’intento dei militari di voler controllare la documentazione fiscale e verificare il possesso dei vari documenti autorizzatori commerciali, si scagliava violentemente verso gli stessi, brandendo una mannaia utilizzata per tagliare la carne e rincorrendoli all’interno del locale, davanti agli occhi attoniti dei vari commensali presenti presso la sala da pranzo.

A poco è servito anche l’arrivo di un’altra pattuglia - impiegata nel servizio di pubblica utilità “117” - intervenuta in ausilio dei malcapitati militari. Infatti, nonostante la presenza di quattro finanzieri, l’aggressore usciva dallo stabile inveendo contro gli stessi e sfoderando, questa volta, un coltello da cucina di circa 40 centimetri occultato sotto la camicia. Scarso effetto hanno avuto i tentativi dei finanzieri di immobilizzare il ristoratore, il quale, dimenandosi con calci e pugni si liberava dalla presa dei militari e saliva sul proprio trattore, munito di pala escavatrice, con l’intento di investirli.

Soltanto l’arrivo di un’ulteriore pattuglia e del Comandante della Compagnia, con non poca difficoltà, ha permesso di immobilizzare l’esagitato imprenditore  ed ammanettarlo, sotto gli occhi dei numerosi clienti del ristorante usciti fuori nel cortile per assistere alla scena.
“La notte di ordinaria follia” si è conclusa con due militari feriti (giudicati guaribili in tre giorni) e con l’arresto dell'uomo in flagranza di reato, per violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.

Sul posto è successivamente intervenuta anche una pattuglia di Carabinieri che ha dato supporto e  collaborato nell’identificazione dei presenti. L’aggressore, dopo gli atti di rito, su disposizione del pm Antonio Vincenzo Bartolozzi, è comparso lunedì mattina nel tribunale di Forlì per il processo per direttissima.

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Sottolinea la Finanza: "Nel corso dell’udienza, dove l’avvocato di parte ha inteso formulare la proposta di patteggiamento della condanna, l’arrestato di fronte al Giudice non si è dimostrato, di fatto, pentito dei suoi gesti inconsulti ed è stato condannato per resistenza a pubblico ufficiale, aggravata dall’uso delle armi, alla pena (senza sospensione) di un anno e quattro mesi di reclusione da scontare in carcere".

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