Lo chef gambettolese protagonista in tv, dà i voti ai ristoranti di New York e Parigi

Emanuele Pollini, 'giudice' dell'italian food in giro per il mondo nel programma televisivo "Sapore italiano"

Un viaggio alla scoperta dei migliori ristoranti italiani in giro per il mondo. "Sapore italiano", il nuovo programma di Food Network, ha visto come protagonista l'enfant prodige degli chef romagnoli, il gambettolese Emanuele Pollini. 

L’obiettivo del nuovo format di enogastronomia in onda sul canale 33, è raccontare i successi della cucina italiana all'estero. Raccontare ma anche giudicare l'italian food con due giudici culinari d'eccezione, il 33enne chef romagnolo appunto, e Manuela Fossati, direttrice de La Cucina Italiana, mensile di cucina.

"Per me la cucina è innovazione, mi piace rompere gli schemi e gli stereotipi", ha sottolineato il gambettolese, executive chef del prestigioso ristorante “OVO by Carlo Cracco" di Mosca.

Un viaggio culinario che ha portato il romagnolo a New York, prima tappa al "Cardoncello divino", un'osteria italiana a Manhattan. Tra tortelli di granchio su crema di piselli e fettuccine con la curcuma, Pollini è entrato in cucina per scoprire i segreti dello chef pugliese definendo il locale "una vera osteria italiana moderna".

Seconda tappa al "Larina" a Brooklyn, dove i due giudici culinari hanno trovato un ristorante gestito da un cuoco riccionese. Siparietto a tavola con Manuela Fossati che chiede allo chef di Gambettola: "Cosa porteresti su un'isola deserta? Un tir di piadine, prosciutto e sangiovese", la risposta da romagnolo doc. Tra burrata, spaghetti aglio, olio e peperoncino, e ravioli, i due hanno premiato il locale con un bel 9 in autenticità "per l'accoglienza tipicamente romagnola" e addirittura con un 10 in stile.

Il viaggio newyorkese della coppia televisiva si è concluso allo storico "Felidia", uno dei primi ristoranti italiani nati nella metropoli Usa, gestito da  Lidia Bastianich che ha sottolineato: "Abbiamo incuriosito gli americani con la nostra tradizione". Tra ravioli cacio e pere, particolare specialità della casa, e  carne di manzo, i due hanno definito il locale "un tipico posto dal clima italo-americano, con una cucina italiana integrata a New York".

Un percorso  che è poi proseguito a Parigi dove a pochi passi dal Louvre, lo chef Pollini ha potuto testare il ristorante "L'assaggio" con la sua raffinata cucina piemontese. Un locale gestito da un giovane chef spagnolo formatosi in italia. Per il gambettolese non è mancato un cappuccino alla bolognese allo storico Caffè Stern dei fratelli Alajmo, premiato con voti altissimi (10 in autenticità e 10 in stile) Per chiudere infine al "Dilia", locale definito "minimal, una perfetta integrazione tra cucina italiana e francese".

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