Lo chef dei record, cucina in Antartide a -32 gradi

E' lo chef no limits. Francesco Lubelli non è una persona qualsiasi. Basti pensare che dopo la stagione estiva passa qulla invernale lavorando in una base di Ricerca in Antartide nella Mario Zucchelli station

E' lo chef no limits. Francesco Lubelli non è una persona qualsiasi. Basti pensare che dopo la stagione estiva passa qulla invernale lavorando in una base di Ricerca in Antartide nella Mario Zucchelli station.
«In un luogo di questa portata non devono mancare il capo base, il capo spedizione, il medico e il cuoco. Dalla cucina passano un po' tutti, è l'unico svago in Antartide! E dopo che i ricercatori sono stati fuori per ore a temperature estreme, sedersi a tavola davanti ad un buon pranzo è molto più importante di quel che si può pensare».

I ritmi in cucina sono serrati. Francesco, che è tornato da poco dall'ultima spedizione, cucinava tutti i giorni per 80-100 persone. Si partiva in cucina già alle cinque per panificare, poi era il turno di preparare ottanta colazioni. Alle 10 pizza fresca per tutti e pranzi luculliani con due primi, due secondi, contorni e un menù anche per chi era intollerante. Un contributo importante visto che il fisico in quelle condizioni estreme necessità di essere nutrito a dovere. «Di solito si finisce alle 10 della sera, ma se arriva un cargo in nottata bisogna stare su non si ha il tempo di pensare troppo».

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La cucina italiana ha sempre il suo fascino e il suo gusto. «Capita che qualche ricercatore di altre basi si fermi apposta per pranzo con la scusa di fare rifornimento di benzina e anche qui ci distinguiamo perché l'ospitalità è uno dei nostri tratti caratteristici. Chiunque arrivi trova sempre qualcosa perché il mo compito è far star bene le persone».

Cosa non deve mancare nella cucina? «Farina e lievito perché così fai tutto anche in condizioni critiche... poi se ci sono delle uova si possono fare le tagliatelle».
E non mancano i pericoli. Basti pensare che il tredici gennaio scorso è precipitato un aereo proprio vicino alla base. «Era quello che ci doveva prelevare».

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