Libera Cesena: "Gessi, storia tra malaburocrazia e mancanza di buon senso"

“La vicenda de I Gessi, consumata tutta all’ombra della Giunta Lucchi, ci consegna una amara e grottesca storia fatta di mala burocrazia"

“La vicenda de I Gessi, consumata tutta all’ombra della Giunta Lucchi, ci consegna una amara e grottesca storia fatta di mala burocrazia e di una inquietante superficialità politica. Un assurdo consumato al riparo del presunto rispetto delle regole ma in spregio all’unico postulato che dovrebbe animare un politico e che porta il semplice nome di 'buonsenso'. Si, proprio il buonsenso, questo sconosciuto modo di agire che le politiche lucchiane faticano ad assimilare in quanto imbevute dei soli principi di efficienza e di efficacia e tese nell’unico sforzo del vero wellness mediatico: simulare il dinamismo”: è la riflessione di Marco Casali, capogruppo di centro-destra in Comune a Cesena.

Continua Casali nella sua nota: “Cosa è successo nella sostanza? L’urbanistica trattava la cosa pensando alla veranda come il principale corpo incongruo mai visto sull’orbe terracqueo, non pensando invece che quel compendio immobiliare, contenendo anche un parco di ben 4 ettari, aveva tutte le caratteristiche dell’impianto pubblico e quindi poteva evadere, proprio per la sua pubblica utilità, da molte delle regole che flagellano i privati. Il patrimonio, da par suo, arrivava addirittura ad autorizzare il trasferimento del compendio (fallato) a terzi in quanto obbligato solo a controllare le caratteristiche del soggetto ricevente. Ognuno, nel suo microcosmo burocratico, sfogliava la sua polverosa carta e imponeva la sua regola. Una oziosa ginnastica che diventa oggi onere economico molto corpulento. Un bel servizio”.

“In questo contesto, così crudo, così arido, così insensato, il politico Lucchi, scansando i paletti in perfetto stile Aberto Tomba Calgary 1988, si girava dall’altra parte. Il buonsenso nel dire: “ma ragazzi, siete impazziti?” Neanche per sogno! Che facciano causa. Chi potrà mai mettersi contro di noi che siamo il Comune Maximo per eccellenza, figli diretti di Stachanov, noi che sappiamo servire come pochi alle feste de Unità di tutta la Romagna e con un esercizio indisturbato del potere  da ormai 10 lustri!”.

“Chissà  invece che risata si saranno fatti i tre Giudici, che ci hanno respinto i ricorsi, nel leggere le difese risibili e nell’apprendere che anche a Cesena c’è chi tenta di esercitarsi nel poco nobile gesto dell’arrampicata sugli specchi. Avranno detto…è proprio vero che a Cesena ci sono i… pataca!
E chissà la faccia di quegli operai che nel gennaio del 2014 sono stati mandati su al Monte presso la veranda per distruggerla con le ruspe. Anche loro a pensare…pensa quei pataca del Comune. Ci pagano per distruggere una cosa autorizzata da loro. Ecco scovati i tre attori del grottesco film “I Gessi”, tutto a regia esclusiva PD. Il burocrate, dalla ottusità regolamentare, il politico, dallo slalom speciale facile, e i pataca che pagano. Beh, quelli, inutile dirlo, siamo noi. Come sempre”, conclude Casali.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Ristoranti d'eccellenza: le stelle Michelin brillano ancora su Cesenatico

  • Positivo al tampone e in attesa dell'esito, trovato cadavere in casa

  • Boom di nuovi casi, il virus raggiunge il picco nel Cesenate. Morta una donna

  • La Regione allenta le misure anti-Covid, la nuova ordinanza valida fino al 3 dicembre

  • Bonaccini: "La regione resta 'arancione' ma negozi riaperti già da domenica"

  • Coronavirus, tornano a salire i contagi nel Cesenate. E si piangono altre vittime

Torna su
CesenaToday è in caricamento