menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

"Li hanno portati via", il documentario sugli ebrei cesenati applaudito Oltretevere

I ringraziamenti del comitato Papa Pacelli e del Prefetto coadiutore del Capitolo vaticano

Il 2 marzo 1939 il cardinale Eugenio Pacelli veniva eletto papa, e dieci giorni più tardi saliva al soglio pontificio con il nome di Pio XII. La sua missione è stata di guidare la Chiesa negli anni tragici del Secondo conflitto mondiale e il suo magistero è rappresentato dall’appello rivolto ai governanti del mondo “Nulla è perduto con la pace. Tutto può esserlo con la guerra. Ritornino gli uomini a comprendersi”. A conflitto concluso, Pacelli fu salutato come il salvatore di Roma dallo scempio dell’occupazione nazista. Di lì a poco, però, cominciò a serpeggiare la cosiddetta «accusa del Silenzio», che voleva Pio XII omertoso rispetto all’orrore dei campi di concentramento. Dopo tanti anni emergono ancora testimonianze che dimostrano l’esatto contrario e che vedono protagonisti religiosi e laici impegnati, spesso su richiesta della Santa Sede, nell’opera di salvezza di quanti sono stati perseguitati ingiustamente negli anni della Seconda guerra mondiale. È quanto racconta “Li hanno portati via” il documentario realizzato dal Comune di Cesena in occasione della Giornata della Memoria 2021 e ben accolto da Monsignor Jean Marie Gervais, Prefetto coadiutore del Capitolo Vaticano, e dal Comitato Papa Pacelli – Associazione Pio XII diretto dall’Avvocato Emilio Artiglieri.

“A seguito dell’apertura degli Archivi vaticani relativi al Pontificato di papa Pacelli – commenta Monsignor Gervais – sono stati riportati alla luce documenti che dimostrano come il Pontefice e i suoi fidati si siano impegnati, insieme ai nunzi e gli altri collaboratori all’estero, al fine di dare soccorso e protezione ai perseguitati in Europa. Questi documenti ripercorrono le vicende di singole famiglie oppure di gruppi di perseguitati che tra il 1938 e il 1944 chiedevano aiuto al Papa. Questi, come dimostrato dal professore Johan Ickx, responsabile dell’Archivio della Segreteria di Stato, non faceva mancare la sua ispirazione e la sua continuativa opera a favore degli ebrei e di chiunque altro fosse perseguitato. In quest’opera di salvezza un ruolo fondamentale è stato assunto dagli Ordini religiosi che accolsero da subito l’appello della Santa Sede aprendo le porte dei loro Istituti e delle Case religiose alle famiglie di ebrei e a coloro che rischiavano la vita. Questo è accaduto anche a Cesena dove Don Odo Contestabile, insieme ad altri uomini coraggiosi e cristiani, diede avvio a una catena umana che garantì la salvezza a diverse famiglie. Raccontare questa drammatica pagina di storia del nostro Paese è quanto mai doveroso e ringraziamo il Comune di Cesena per aver riacceso i riflettori su questi eventi che hanno segnato in modo indelebile le coscienze di tutti noi”.

“Quelle raccolte nel documentario ‘Li hanno portati via’ – commenta l’Avvocato Artiglieri – sono testimonianze drammatiche, su cui occorre sempre riflettere, e che danno occasione per alcune considerazioni di carattere generale. La prima è che l’opera di protezione e di salvataggio degli ebrei era ampiamente condivisa dalla popolazione, era un’opera comunitaria, ancorché non mancassero soggetti dominati dal furore ideologico o dall’interesse personale, per cui, a dispetto di quella generale solidarietà, si ponevano in atteggiamento di connivenza con i persecutori. Un’altra osservazione riguarda la posizione della Chiesa in questo impegno di bene collettivo: si trattava del coraggio di singoli sacerdoti, religiosi e di religiose, ma nel contesto di un piano che si sapeva organizzato e sostenuto dai vertici ecclesiastici e in particolar modo dal Sommo Pontefice, Pio XII. Dalla narrazione del documentario prodotto traspare il collegamento tra il piano locale, ossia dei singoli, e quello universale. Il lavoro svolto dalla città di Cesena fornisce a tutti noi una bella pagina di storia attraverso la quale si può risalire a più ampie prospettive di ricerca e di giudizio storiografico”.

“Siamo felici che il lavoro promosso dall’Amministrazione comunale in occasione della Giornata della Memoria – commenta l’Assessore alla Cultura Carlo Verona – sia stato apprezzato da quanti ogni giorno si prodigano per il bene del prossimo. Ringraziamo pertanto i membri del Capitolo Vaticano e del Comitato Papa Pacelli per avere recensito questo prodotto oggi messo a disposizione di tutti, dei nostri giovani in particolare. Come raccontato dagli storici Alberto Gagliardo e Paolo Poponessi e dai testimoni diretti don Piero Altieri e Agostino Secondo Forti nel documentario, quelli furono anni duri in cui il coraggio di tanti fece la differenza. Siamo infatti di fronte a un cammino della memoria sostenuto da una rete solidale rafforzata dalla fede cristiana, dall’impegno civile di tanti e dalla ferma decisione di non piegarsi a leggi ingiuste e discriminatorie. Con questo documentario abbiamo dato ai cesenati di rivivere i mesi bui dell’oppressione nazifascista e i luoghi della memoria, le abitazioni dei concittadini ebrei deportati dalla nostra città (Bernard Brumer, Elena Brumer-Rosenbaum, Anna Forti, Elda Forti, Lina Forti, Lucia Forti, Diana Jacchia, Dina Jacchia, Amalia Saralvo Levi, Giorgio Saralvo, Mario Saralvo), le sedi istituzionali del potere, Palazzo del Ridotto e Palazzo Albornoz, e i luoghi della salvezza, la Casa di Cura  San Lorenzino e l’Abbazia di Santa Maria del Monte, con la figura di don Odo Contestabile, proclamato Giusto tra le nazioni”.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

CesenaToday è in caricamento