Il Comune al Quartiere Centro urbano: "Si riprenda il dialogo"

E' l'appello a firma del sindaco Paolo Lucchi, del vicesindaco Carlo Battistini e degli assessore ai Quartieri Simona Benedetti e alla Mobilità Maura Miserocchi

"Auspichiamo che i consiglieri del Quartiere Centro urbano vogliano riprendere con il Comune e con i cittadini quel dialogo continuo, che forse si è un po' rallentato e che non può essere fatto solo attraverso lettere e richieste formali". E' l'appello a firma del sindaco Paolo Lucchi, del vicesindaco Carlo Battistini e degli assessore ai Quartieri Simona Benedetti e alla Mobilità Maura Miserocchi. "Che sia necessario, per  quanto complesso, mantenere in vita istituzioni democratiche di partecipazione dei cittadini, abolite per legge molti anni fa, questa amministrazione lo ha dimostrato nel 2015, difendendo tenacemente il ruolo dei quartieri e la loro esistenza nella nostra città", affermano gli amministratori.

"Si è trattato di un percorso difficile e dibattuto, come sicuramente ricordano bene tutti i consiglieri di quartiere (compresi i rappresentanti del "Centro urbano"). Un percorso che ha portato al rinnovo di tutti e dodici i Consigli, nonostante la ferma opposizione al progetto di alcune forze politiche presenti nel Consiglio comunale della nostra città - aggiungono -. Al presidente e al vice presidente del Centro Urbano, quindi, desideriamo subito confermare che la nostra visione di partecipazione dei cittadini predilige certamente, ancora oggi, questo modello istituzionale, fatto con l'impegno volontario ed appassionato di chi sa stare nella città, verificando le criticità, incontrando i cittadini e portando a sintesi le istanze che ne derivano, attraverso un rapporto costante con la Giunta. Questo è ciò che normalmente accade, che difendiamo come metodo prevalente di partecipazione e che, per forza, prevede da entrambe le parti un impegno continuativo. Ma a tutti noi è ben nota anche la crisi dei modelli di rappresentanza. La presenza dei quartieri, così come delle associazioni e dei sindacati, non rappresenta più l'unica forma di partecipazione dei cittadini".

Continuano Lucchi, Battistini, Benedetti e Miserocchi: "Sappiamo bene, infatti, che ruolo abbiano assunto le forme di partecipazione diretta e singola delle persone, supportata anche dalla diffusione delle tecnologie (social, mail, ecc.). È quindi ormai impossibile pensare che i cittadini passino sempre e solo dai quartieri per dialogare con il Comune. Così come è impossibile pensare che un amministratore (sindaco od assessore che sia), non risponda direttamente alle mail che riceve da parte di un cittadino, alle richieste che ci vengono rivolte spesso per strada o durante i quotidiani incontri programmati. Quel che serve, a nostro parere, è lavorare nella comunità, e per la comunità, evitando schematismi poco utili e tenendo a riferimento entrambi i modelli di partecipazione: sia quello fatto dal confronto, dalla discussione, dalla mediazione e progettazione dei Consigli di quartiere, sia quello fatto direttamente dalle singole persone".

"Non a caso, per esempio, da tempo abbiamo iniziato a chiedere idee su opere pubbliche da eseguire sia ai quartieri che ai singoli cittadini, attraverso la rete - evidenziano -. Ed il successo di partecipazione di queste settimane, con centinaia di proposte giunte in vista del prossimo bilancio, sta lì a dimostrare concretamente come la partecipazione dei cittadini vada vissuta senza timore, ma anzi con la consapevolezza che si tratta di un valore positivo. Ogni comitato che nasce rappresenta immediatamente istanze da ascoltare e relazioni da intrattenere: poco importa come e dove sia sorto. Quando un problema viene evidenziato, è compito, sia del Comune che del quartiere, di cercare subito quei cittadini e lavorare insieme per affrontare e risolvere i problemi sollevati. Così, per restare ad esempi recenti, ha fatto la Giunta con il comitato "Zuccherivivo", che rappresenta proprio istanze di una zona del centro urbano".

"E così è accaduto anche a proposito della regolamentazione di via Malatesta Novello, della Ztl e dei costi della sosta in centro urbano (prevedendone, fra l’altro, la riduzione per molti) - proseguono -. Anche in questi casi siamo partiti da indicazioni di lavoro dei cittadini (formali, perché avanzate con note scritte, con petizioni, o durante incontri), le abbiamo elaborate, valutate per arrivare, infine, ad assumere decisioni amministrative formali. Nulla di strano, nessun percorso di sottovalutazione di alcuno - e certamente non del Quartiere Centro Urbano che, inevitabilmente, ha titolo ad intervenire su molti temi rilevanti per la nostra città - ma, più semplicemente, un'opera di costante ascolto alla ricerca di soluzioni utili e condivise".

"Tutti lo sappiamo - continuano -. Quando si entra nel merito delle proposte e dei progetti che incidono sulla nostra quotidianità, sarebbe fin troppo semplice capirsi sempre al volo e realizzare tutto ciò che viene chiesto. Il presidente del Quartiere "Centro urbano" sa bene che la programmazione amministrativa degli interventi è complessa e può avanzare solo per gradi. Che non tutto può essere eseguito velocemente, e che ci sono talora scelte e risposte che purtroppo si fanno attendere. Auspichiamo che anche i consiglieri del Quartiere Centro urbano vogliano riprendere con il Comune e con i cittadini quel dialogo continuo, che forse si è un po' rallentato e che non può essere fatto solo attraverso lettere e richieste formali. Con la promessa da parte nostra della massima attenzione alle loro richieste, ancor più se supportate da un confronto continuativo e da quel lavoro di rete che già gli altri quartieri stanno portando avanti insieme".

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