Legionella: misure di prevenzione e controllo

Prevenire le infezioni da Legionella, migliorando i sistemi di autocontrollo e di trattamento degli impianti idro-sanitari e di condizionamento, aumentare la conoscenza del quadro normativo

Prevenire le infezioni da Legionella, migliorando i sistemi di autocontrollo e di trattamento degli impianti idro-sanitari e di condizionamento, aumentare la conoscenza del quadro normativo di riferimento e dei profili di responsabilità. Con questo obiettivo il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl di Cesena organizza un evento formativo gratuito e rivolto a coloro che si occupano, o intendono farlo, della gestione del rischio all’interno delle strutture turistico ricettive, termali, sanitarie, socio-sanitarie, centri benessere, piscine e altre strutture ad uso collettivo.

Il corso prevede più edizioni, con il patrocinio dei Comuni interessati. I primi due appuntamenti si svolgeranno a febbraio a Gatteo e a Cesenatico. La locandina con il programma e la scheda di iscrizione sono consultabili sul sito web dell’Azienda sanitaria. La Legionella è un microorganismo molto diffuso in natura, che si trova principalmente associato alla presenza di acqua (laghi e fiumi, sorgenti termali, falde idriche ed ambienti umidi in genere). Da queste sorgenti, la legionella può colonizzare gli ambienti idrici artificiali (reti cittadine di distribuzione dell’acqua potabile, impianti idrici dei singoli edifici, impianti di umidificazione, piscine, fontane ecc.) che agiscono da amplificatori e disseminatori del microrganismo. La legionella non si trasmette da persona a persona, né attraverso l’ingestione di acqua contaminata. L’infezione avviene attraverso l’inalazione di acqua contaminata sotto forma di aerosol generato da rubinetti, docce, impianti di condizionamento e idromassaggio. Le persone possono essere esposte a queste fonti in casa, nel luogo di lavoro o in qualsiasi luogo pubblico, tra cui ospedali, alberghi, piscine, ecc. La Legionella può causare nell’uomo una polmonite batterica, in alcuni casi anche molto grave, e colpisce in particolare persone che hanno fattori di rischio quali: età avanzata, consumo di alcol, fumo di sigaretta, malattie croniche del polmone e malattie che causano un indebolimento del sistema immunitario.

Negli ultimi anni è stata intensificata la ricerca di questo microorganismo nelle strutture sanitarie e turistico ricettive, anche attraverso l’attivazione di un sistema di sorveglianza attiva. Questa attività associata alla possibilità di diagnosticare l’infezione tramite un semplice esame delle urine, ha portato ad un aumento del numero di casi di malattia diagnosticati. E proprio per sostenere azioni di prevenzione più efficaci i Comuni del Cesenate, su proposta del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’AUSL di Cesena, hanno integrato i propri Regolamenti Comunali con le disposizioni contenute nelle “Linee Guida Regionali per la Sorveglianza ed il controllo della Legionellosi” approvate con Deliberazione della Giunta Regionale del 21 luglio 2008.

I nuovi provvedimenti dispongono per i proprietari e i gestori delle strutture interessate una serie di adempimenti obbligatori da attuare entro 60 giorni dalla pubblicazione all’Albo Pretorio on line del Comune ovvero, in caso di strutture a funzionamento temporaneo, entro quindici giorni prima della data prevista di apertura delle predette strutture. In particolare, viene disposto di: effettuare l’analisi del rischio, che andrà poi periodicamente aggiornata; nominare un responsabile per la gestione del rischio (in possesso di un titolo di studio attinente la materia o di un attestato di frequenza di un corso di aggiornamento organizzato da un ente certificato o accreditato); dotarsi del registro degli interventi effettuati sugli impianti, il cui modello tipo è definito dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’AUSL di Cesena e reso disponibile sul sito web dell’Azienda Sanitaria.

Dati di attività 2012

Nell’anno 2012 sono stati segnalati 14 casi di malattia da Legionella (tre in abitazioni private, uno in una struttura sanitaria residenziale, dieci in strutture ricettive turistiche). In tutti i casi si è proceduto ad un sopralluogo con prelievo di campioni per identificare le fonti di rischio e indicare i provvedimenti da adottare. Nello stesso periodo sono state preventivamente controllate anche strutture non oggetto di segnalazioni di casi, ma ritenute a rischio (7 ospedali pubblici e privati, tre strutture socio-assistenziali; 3 studi odontoiatrici privati e 3 strutture pubbliche che svolgono attività di odontoiatria; 27 strutture turistico ricettive i cui si sono verificati dei casi dal 2003 al  2011). Complessivamente sono stati effettuati 65 sopralluoghi e 286 campioni; sono stati proposti ai Comuni e adottati quindici provvedimenti per adeguamento delle procedure e della gestione delle strutture ispezionate.

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