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Legacoop Romagna, oltre 500 adesioni per il manifesto contro la violenza di genere

"Assistiamo — si legge nel documento — ad uno stillicidio quotidiano di violenze e femminicidi causati da uomini sulle donne in famiglia, nel lavoro, nel contesto sociale"

Ha già superato le 500 adesioni il manifesto di Legacoop Romagna contro la violenza di genere. L'iniziativa, lanciata in occasione del Giorno della Donna, impegna i cooperatori a una serie di comportamenti e azioni precisi. Tra questi non trasmettere modelli misogini sessisti, condividere il lavoro di cura genitoriale, promuovere e applicare norme che parifichino i congedi parentali per entrambi i genitori, ma anche vigilare contro ogni atteggiamento sessista promuovere la parità di livelli retributivi, incentivare la parità di genere nella governance delle imprese, combattere la discriminazione nei luoghi di lavoro.

I firmatari si impegnano a screditare, disonorare e denunciare qualsiasi atteggiamento violento verso le donne in termini verbali, psicologici, fisici e sessuali. L'elenco completo è disponibile sul sito di Legacoop Romagna. 

"Assistiamo — si legge nel documento — ad uno stillicidio quotidiano di violenze e femminicidi causati da uomini sulle donne in famiglia, nel lavoro, nel contesto sociale", una realtà «ampia e profonda fatta di minacce, ricatti, abusi e relazioni di dominio che si concretizzano con stalking, cyber-violenze fino al femminicidio che tradiscono un risentimento e una fatica maschile ad accettare e rispettare la libertà, l'autonomia delle donne oltre ad una difficoltà a cimentarsi in relazioni libere e democratiche". 

La violenza degli uomini verso le donne «non si può liquidare come patologia di pochi individui, ma nasce dalla nostra normalità», è un «un fenomeno strutturale e diffuso che mette in discussione la nostra cultura» e le modalità di relazione a partire dalla «riproposizione di ruoli stereotipati fin dall'infanzia, l'adesione a presunte attitudini maschili e femminili, l'imposizione di valori e norme soggettive non condivise nelle relazioni affettive, le discriminazioni nell'iter di carriera sul lavoro». Elementi che «contribuiscono a generare questa violenza, impoveriscono la libertà di tutti e tutte".

"È necessaria una trasformazione culturale profonda - conclude il "manifesto" di Legacoop -  vivere il cambiamento che le donne hanno già da molti anni determinato. Questa trasformazione è un'occasione di libertà, può arricchire e aprire le nostre vite. È possibile e improrogabile un cambio di civiltà".

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