Le incognite del Covid per gli atleti degli sport meno ricchi: "Ho scelto di restare a Cesena e studiare architettura"

"Le società sportive (forse eccetto quelle del calcio dove il business è più alto) sono tutte in crisi. La nostra società è stata brava perché è rimasta in corsa nonostante siano venuti meno dei sostegni"

Ha rinunciato a offerte sportive molto appetibili per restare nella sua squadra di Cesena e proseguire gli studi di Architettura, una passione che ha fin da piccola. Bianca Mazzotti, 21 anni ancora da compiere, è la prima palleggiatrice del Volley Club Cesena che quest'anno ha giocato il campionato di serie B1. Col suo metro e 84 di forza e velocità, nonostante un faccino ancora da bambina, Bianca, l'anno che si sta concludendo, si è conquistata la fiducia di tutta la squadra e ha ritrovato, dopo sei anni che giocava fuori casa (Bologna, Busto Arsizio, Legnano, Mondovì e San Giovanni in Marignano), un grande feeling con la sua città. Dopo il Covid, che ha interrotto il campionato, a Bianca sono arrivate due offerte di due società di serie A2, una serie più alta di quella dove gioca adesso e che potrebbe lanciarla tra il top delle giocatrici, ma la palleggiatrice cesenate ha rinunciato sia perchè si trova bene nella squadra della sua città che per gli studi.

E' stata più forte la responsabilità dello studio che l'amore per il volley?
No, non la metterei così. E' vero che è importante studiare e ogni giocatrice non può fare a meno di pensare al suo futuro, ma il volley è comunque molto importante nella mia vita. Per quanto mi riguarda ho pensato che le due cose: la serie B1 e Architettura, in questo momento, si sposassero bene. E così ho fatto questa scelta.

Dal punto di vista pallavolistico come hai vissuto il Covid?
Si è tutto complicato, ma non solo per me, per tutti. Le società sportive (forse eccetto quelle del calcio dove il business è più alto) sono tutte in crisi. La nostra società è stata brava perché è rimasta in corsa nonostante siano venuti meno dei sostegni. Visto che le aziende hanno sofferto molto e ridotto i fatturati, alcuni sponsor locali hanno abbandonato, altri hanno ridotto i compensi al settore del volley e anche ad altri sport. E quindi so di molte giocatrici in Italia, e non parlo solo del Volley Club, che erano già in bilico se accettare un altro contratto o smettere di giocare per pensare al proprio futuro o alla propria famiglia, con il Covid hanno colto l'occasione per cambiar vita. E' un peccato ma è così.

La scelta di restare qui com'è nata?
Contemporaneamente a un'offerta che mi è arrivata da una squadra di A2, ma molto lontana da Cesena, anche il Volley Club Cesena mi ha chiesto di restare. E io, devo dire la verità, ci ho pensato un po' su ma poi ho scelto di continuare a fare le due cose che mi piacciono di più al mondo: studiare architettura e giocare a pallavolo. Stare qui mi permette di fare tutte e due, così è stato semplice. Poi mi è arrivata un'altra offerta da una squadra di A2 più vicina, ma a quel punto avevo già scelto e sono contenta di com'è andata.

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Riesci bene a conciliare studio e sport ad alti livelli?
Non è semplice perché Architettura richiede anche molta frequenza, ma con impegno e costanza ci si fa. Col presidente del Volley Club Cesena mi trovo benissimo perché è una gran persona. L'obiettivo è puntare sulle giovanili, passione e cuore. Anche un'altra cesenate, mia coetanea, che aveva iniziato qui, è tornata a Cesena. Il libero Nui Calisesi, prima in forza a Ravenna, è tornata al Volley Club. E' una bella cosa e sono convinta che la prossima stagione faremo un bellissimo campionato. 

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