Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Le "casine" ricolorate e risistemate grazie al lavoro dei ragazzi disabili durante la pandemia

Le Casine e i laboratori di Pelle, Legno, Assemblaggio e Juta sono il cuore pulsante dei Centri di Formazione Lavoro di Cesena e Savignano sul Rubicone, centri che hanno l’obiettivo di formare competenze di base e tecnico-professionali a persone con abilità diverse

Le Casine e i laboratori di Pelle, Legno, Assemblaggio e Juta sono il cuore pulsante dei Centri di Formazione Lavoro di Cesena e Savignano sul Rubicone, centri che hanno l’obiettivo di formare competenze di base e tecnico-professionali a persone con abilità diverse, favorendo un progressivo inserimento nel mondo del lavoro e, soprattutto, stimolandone attenzione, metodo e creatività. Nel corso del 2020 i centri, che fanno capo a Fondazione Enaip Forlì-Cesena, hanno subito inevitabilmente la situazione pandemica e anche i ragazzi si sono ritrovati catapultati in una dimensione di chiusura dove non era più possibile lavorare insieme. Si è reso necessario reinventarsi e trovare qualcosa di nuovo da proporre, da fare, per essere uniti anche a distanza. Ne è nato il progetto “Sosteniamo le distanze” che ha abbracciato i ragazzi residenti nei distretti Valle Savio e Rubicone fornendo i kit con i materiali e tutto il necessario per produrre il loro “pezzetto” utile al prodotto finale. Gli operatori, costretti alla distanza, sono riusciti a mantenere un costante rapporto con i ragazzi, con il consueto supporto e l’amorevole cura.

Il frutto finale del loro lavoro è il ripristino e la manutenzione delle Casine, posizionate in via Niccolò Machiavelli a Cesena, ricolorate e risistemate e pronte a strappare un sorriso dalle tante auto che transitano. Un villaggio colorato in pieno centro città. A marzo 2020 il numero di utenti dei centri di Cesena e Savignano ammontava a un totale di 82 ragazzi divisi in laboratori di ceramica, legno, pelle, juta ed assemblaggio. Per 4 settimane hanno vissuto in un black out completo di incertezza e spavento causato dall’aumento dei contagi e dalle restrizioni senza precedenti. Tempo qualche settimana per raccogliere le idee e ad aprile si è ripartiti. Il prodotto finale di ogni laboratorio è stato suddiviso per step per ciascuno dei quali è stato realizzato un kit con tutto il necessario per produrlo. 15 sono stati i primi ragazzi che hanno ricevuto i kit dei laboratori in  pelle e in  juta, per poi aumentare fino a coinvolgere tutti i laboratori: 74 ragazzi già nel mese di maggio. Solo nel mese di luglio 2020 ben 38 ragazzi sono riusciti a ritornare nelle sedi di Cesena e Savignano per il lavoro quotidiano, ma divisi in piccoli gruppi, con orario ridotto part time e a turnazione fra mattina e pomeriggio, situazione che si è prorogata fino alla primavera di quest’anno. Il lavoro continuo ha prodotto anche altri risultati.

E’ stato possibile, infatti, realizzare delle “contaminazioni in città” di  Enaip:  due Mona Lisa con sindrome di Down (il cui volto è di una ragazza che lavora al Centro)  sono state posizionate in vetrine di negozi sfitti in città ed è stata installata  una creativa insegna in legno di un noto locale grazie a collaborazioni con Vineria del Popolo, Zampanò e Don Luciano Bugnola e i Missionari del Preziossissimo sangue del Santuario dell'Addolorata. Dopo il vaccino e grazie a tamponi periodici, da qualche mese è stato possibile il ripristino dello status quo: tornare ai centri per condividere, lavorare e creare ma soprattutto per riprendersi il tempo di stare insieme. All'inaugurazione avvenuta martedì pomeriggio nell'area verde di Via Machiavelli erano presenti gli Assessori ai Servizi per la persona e per la famiglia Carmelina Labruzzo e ai Diritti e alle Politiche delle differenze Carlo Verona, il Direttore provinciale di Enaip Luca Baroni, il Direttore del distretto Enaip di Cesena Claudio Bulgarelli e la Coordinatrice dei Centri Socio occupazionali Enaip Veronica Vicini.


 

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