Scarpe fatte in Italia da cinesi, scovati 12 lavoratori in nero e maxi-multe

I carabinieri del nucleo Ispettorato del Lavoro di Forlì-Cesena nelle ultime due settimane hanno controllato ben 4 aziende cinesi

Ancora lavoro nero nelle imprese cinesi che lavorano nell'indotto del 'mobile imbottito' forlivese e nel settore calzaturiero del Rubicone. I carabinieri del nucleo Ispettorato del Lavoro di Forlì-Cesena nelle ultime due settimane hanno controllato ben 4 aziende cinesi, due a Forlì che operano nella subfornitura per la realizzazione di divani e poltrone, settore che a Forlì vede un suo distretto produttivo a livello nazionale, e altre due nel settore calzaturiero, nel comune di Longiano. 

La situazione più drammatica è emersa a Forlì. Sono stati scovati 4 lavoratori in nero sconosciuti agli enti pubblici e quindi alla previdenza e al fisco. Ma oltre alle irregolarità sui lavoratori all'ispezione è emersa una situazione igienica pessima, con sporcizia, umidità e ambienti angusti in cui in modo promiscuo si lavora, si mangia e si dorme. Per questo si è resa necessario anche un intervento aggiuntivo dell'Ausl di Forlì per verificare la salubrità degli ambienti. In totale sono state staccate multe per 10.500 euro.

Nel Rubicone, invece, i controlli si sono focalizzati in un tomaificio e in un'azienda di fornitura calzaturiera, entrambi nel comune di Longiano. Anche qui sono state trovati un totale di 8 lavoratori in nero ed altri non correttamente segnalati al Centro per l'Impiego. Qui in totale le sanzioni ammontano a 21.000 euro mentre è stato calcolato un recupero contributivo pari a 99mila euro. 

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