Maxi multa in nota azienda di calzature: impiegava operai "in nero"

Le Fiamme Gialle di Cesena continuano senza sosta i controlli mirati all'individuazione e repressione del lavoro nero ed irregolare,

Le Fiamme Gialle di Cesena continuano senza sosta i controlli mirati all’individuazione e repressione del lavoro nero ed irregolare, in considerazione soprattutto dei risvolti di natura fiscale e/o previdenziale e degli aspetti connessi a possibili forme di concorrenza sleale. I militari, al termine di un’attività d’indagine, hanno effettuato un controllo in una nota azienda cesenate che opera nel ramo calzaturiero, scoprendo 5 lavoratori in nero, tutti di nazionalità italiana.

Per l’azienda è scattata, inoltre,  anche la segnalazione alla direzione provinciale del lavoro per la successiva chiusura temporanea dell’attività, in quanto i lavoratori in nero rinvenuti al momento dell’accesso erano in misura superiore al 20% del personale dipendente presente (in totale 22). Il titolare, che non ha dato alcuna giustificazione per le irregolarita’ riscontrate, rischia pesanti sanzioni, se si pensa che per ogni lavoratore non regolarmente assunto la legge nr. 248 del 2006 prevede una sanzione amministrativa dai 1.500 ai 12.000 euro, alla quale si sommano 150 euro per ogni giornata lavorativa prestata in nero ed altre sanzioni accessorie. da una prima stima, l’azienda andra’ incontro a sanzioni tra principali ed accessorie, che oscillano tra i 50.000 e i 250.000 euro.

Dall’inizio dell’anno i militari hanno effettuato numerosi controlli volti a contrastare il fenomeno dell’impiego di manodopera non regolarmente assunta. Il bilancio dei controlli effettuati dai baschi verdi nel cesenate dall’inizio dell’anno, sale vertiginosamente a 40 lavoratori irregolari identificati di cui il 70% e’ risultato essere di nazionalita’ italiana . Le violazioni sono state registrate nel 41% dei casi in ristoranti, 22%  bar, 13%  circoli ricreativi, 9% panifici, 4% parrucchieri, 4% piadinerie, 4% agriturismo, 4% calzaturifici. L’ammontare delle sanzioni elevate si aggira tra i 180mila ed i 900mila euro per le oltre 2500 giornate lavorative prestate in nero.
 

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