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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

"Non aspettiamo la calamità", il torrente va sotto i ferri: 20 milioni di euro per 4 anni di lavori di risanamento

E' stato firmato il protocollo d'intesa relativo al progetto di risanamento ambientale, strutturale e idraulico del torrente Cesuola

E' stato firmato il protocollo d'intesa relativo al progetto di risanamento ambientale, strutturale e idraulico del torrente Cesuola. A siglare l'accordo, che vede un impegno economico pari a 20 milioni di euro circa e 4 anni di lavori, sono stati il Comune di Cesena (rappresentato dal sindaco Enzo Lattuca e l'assessora alla Sostenibilità Ambientale Francesca Lucchi), la Regione (presente l'assessora all'ambiente, alla difesa del suolo e della costa Irene Priolo), Hera (presente l'amministratore delegato Stefano Venier), Atersir (direttore Vito Belladonna) e l'Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile (dottoressa Rita Nicolini).

Alla luce anche dei cambiamenti climatici degli ultimi anni che hanno visto un intensificarsi dei fenomeni meteorologici, portatori di disastri e danni incalcolabili, il Comune ha pensato che fosse arrivato il momento di metter mano al torrente Cesuola, secondo fiume per importanza di Cesena e che passa, interrato, per un chilometro e mezzo sotto il centro di Cesena, per depotenziare la sua capacità esondativa e renderlo più sicuro.

"E' un progetto ambizioso  - ha spiegato il sindaco Lattuca - anche perché deve occuparsi di due aspetti: quello idraulico per mettere al più presto in sicurezza il quartiere Cesuola e il centro storico da eventuali esondazioni. E quello di risanamento ambientale che prevede scavi importanti nella parte dell'interramento del torrente per permettere la divisione delle acque bianche da quelle nere così da arrivare già trattate alla confluenza con il fiume Savio, nella zone dei Mulini. E' un progetto importante. Avete presente quando accade un evento calamitoso e e tutto il mondo è pronto a dire che chi doveva pensarci non ci ha pensato e che bisognava fare qualcosa per evitarlo?  Ecco qui lo stiamo facendo. E vi posso già annunciare che sarà un intervento che, dalle previsioni degli esperti, ci mette a riparo per i prossimi 200 anni".

conferenza stampa torrente cesuola-2

A valorizzare l'accordo tra diversi partner e il lavoro di gruppo che si andrà a fare per risolvere un problema è l'assessora regionale Prioli. "Guardate che non è così scontato collaborare in modo così trasversale. Anzi - ha affermato l'assessora - mi piacerebbe esportare la modalità del progetto in altre zone dell'Emilia Romagna perché penso sia un modo di lavorare efficiente e intelligente".

Il torrente Cesuola, ricordiamo, nasce a Sorrivoli e si sviluppa per circa 10 chilometri, passando per Ponte Abbadesse, fino a buttarsi nel Savio dopo essere passato dal centro storico di Cesena (Portaccia, giardini Serravalle e zona Mulini). Per un chilometro e mezzo è stato interrato, ovvero è stato costruito - in vari periodi del secolo scorso (anni Trenta e anni Ottanta) - un canale sotterraneo per farlo defluire internamente al centro storico. Interramento che limita la sua portata (ora è di 25 metri cubi di acqua al secondo), crea uno strozzamento nella zona dove si incanala e aumenta la sua velocità. 

Ma cosa verrà fatto concretamente per metterlo in sicurezza e aumentare la sua portata di acqua almeno al doppio (50 metri cubi al secondo)? I primi interventi previsti sono quelli relativi all’adeguamento idraulico, eseguiti dal Servizio tecnico di Bacino, che si dividono in tre stralci distinti. La prima parte dell’intervento – corrispondente a un importo complessivo di 5,9 milioni di euro (derivante da risorse regionali e ministeriali) – il cui inizio  previsto per l’estate 2022, interesserà il tratto a cielo aperto del torrente, dalla Portaccia di Sant’Agostino fino all’area di sedimentazione denominata ‘Ca Mazzotti’ a monte della discarica di Rio Eremo. Successivamente verranno realizzate altre opere principali ai fini della messa in sicurezza idraulica, rappresentate dalla realizzazione delle casse di espansione a Ponte Abbadesse e dell’area di laminazione del Parco Urbano del Cimitero. Nell’ambito di questi interventi sono previsti lavori di compensazione e riqualificazione ambientali e paesaggistiche.  Per il raggiungimento degli obiettivi di salvaguardia ambientale e di messa in sicurezza idraulica dell’abitato di Cesena è necessario sviluppare alcune azioni specifiche su diversi fronti: Profilo idraulico (a cura dell’Agenzia Regionale per la sicurezza territoriale): si tratta della realizzazione di opere di regimazione, difesa idraulica e laminazione per ridurre il carico idraulico e garantire il regolare smaltimento di eventi di piena al di sopra dei tempi di ritorno trentennali. Gli interventi sono suddivisi in più lotti che prevedono: adeguamento del tombinamento, livellazione dei terreni, realizzazione di muretti di contenimento e di alcune aree di espansione fluviale per contenere le piene ed effettuare la laminazione delle portate.

Profilo ambientale (a cura di Hera): riguarda interventi di risanamento fognario sul primo tratto del tombinamento dal piazzale Leandro Marconi fino ai giardini di Serravalle per una lunghezza complessiva di 1,2 km. Ai margini della sezione del torrente è prevista la posa di due canalette, che raccoglieranno i reflui che saranno poi inviati all’impianto di sollevamento ‘Cesuola’ già collegato al depuratore.

Dal punto di vista strutturale, come detto, verrà effettuato un intervento fortemente connesso con il risanamento fognario. Viste le diverse epoche di realizzazione, i materiali e le strutture sono di diverso tipo e stato di conservazione. È pertanto necessario intervenire anche sulla parte strutturale del tombinamento, anche per omogeneizzare la struttura di appoggio e rendere più coerente e funzionale il sistema di raccolta dei reflui. "Io lo chiamo il progetto delle 3 R - ha spiegato il dottor Venier, ad di Hera - Resilienza rigenerazione e risanamento. Prima di tutto perché renderà resiliente un territorio. Rigenerazione perché le aree verdi che verranno usate come aree di laminazione o casse di espansioni saranno oggetto di rigenerazione verdi, praticamente verranno realizzati prati. L'ultima erre è quella del risanamento che, in questo caso, ha anche a che fare con la storia del torrente. Con il suo interramento. Si tratta di un percorso inesplorato da decenni in cui si trovano oltre 260 scarichi, 160 di acque nere, una trentina di acque miste e una settantina di acque meteoriche. Ovviamente si tratta di un progetto che prenderà forma a cantiere aperto, quando andremo a esplorare e a capire in che situazione si trova il tombinamento".

I lavori, come detto, inizieranno i primi di marzo e saranno divisi in tre lotti, quindi graduali, proprio per non creare troppi disagi alla città e ai cittadini e perché ci sono alcune  operazioni (come quella di espropriare terreni sopra Ponte Abbadesse per realizzare casse di espansioni) che hanno tempi più lunghi. Con molta probabilità l'intervento complessivo terminerà nel 2025. 

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