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Partiti i lavori per rifare la copertura della Portaccia: primo stralcio da 150mila euro

L'intervento prevede il completo rifacimento del tetto, a partire dalle travi di sostegno, in parte marcite e infestate dai tarli: quelle meno deteriorate saranno restaurate, mentre quelle irrecuperabili verranno sostituite

Sono appena partiti i lavori di rifacimento della copertura della Portaccia, l’antico edificio situato nella parte sud della cinta muraria di Cesena, a difesa del torrente Cesuola, che vi scorreva sotto. “In questo modo – spiegano il sindaco Paolo Lucchi e l’assessore ai Lavori Pubblici Maura Miserocchi, che mercoledì mattina hanno fatto un sopralluogo accompagnati dal dirigente dell’Edilizia Pubblica Gualtiero Bernabini e dall’architetto Ivano Piraccini, responsabile del procedimento per il Comune  - andiamo a sanare in maniera definitiva il tetto dell’edificio, che dopo il parziale crollo avvenuto nel 2011 era stato sistemato in urgenza con pannelli di lamiera. I lavori attuali garantiranno una copertura adeguata alla struttura, consentendo di preservarla in attesa del recupero complessivo: questo è infatti solo il primo stralcio di un progetto più ampio”.

L’intervento prevede il completo rifacimento del tetto, a partire dalle travi di sostegno, in parte marcite e infestate dai tarli: quelle meno deteriorate saranno restaurate, mentre quelle irrecuperabili verranno sostituite – in accordo con la Soprintendenza – con elementi simili. Prevista anche una cordonatura in acciaio in cima alle mura perimetrali, in attuazione alle norme antisismiche.

Sopra le travature sarà sistemato un pacchetto di copertura areato e impermeabilizzato, privilegiando l’uso di materiali naturali e ricorrendo a tecnologie innovative di isolamento termico. L’obiettivo è quello di ottenere una struttura leggera e compatta, che mantenga l’attuale configurazione del tetto. A ricoprire il tutto ci sarà il manto di coppi, con il riutilizzo di quelli sani preesistenti e l’integrazione delle parti mancanti con elementi simili.

Si approfitterà di questi lavori anche per sgomberare due stanze  dell’edificio piene delle macerie prodotte al tempo della demolizione della primitiva copertura merlata. Lo sgombero sarà eseguito con la supervisione della Soprintendenza, per verificare la presenza di reperti.

Il progetto è stato redatto dall’architetto Pino Montalti e dall’ingegner Paolo Coveri, a eseguire i lavori è la ditta Res.Co Restauri Costruzioni Centro Italia di Pesaro. L’opera, per un importo di 150mila euro,  dovrebbe arrivare a termine nel giro di sei mesi.

 “Questo primo stralcio – specificano il sindaco e l’assessore - è fondamentale per la messa in sicurezza della Portaccia. Ma per renderla fruibile e destinarla a nuove funzioni, magari di carattere culturale, sarà necessario un intervento di recupero più articolato, di cui esiste già il progetto, per un valore stimato di circa 1 milione di euro. E ci piace ricordare che a suo tempo dalla sezione cesenate di Italia Nostra ci era arrivata la disponibilità a farsi parte attiva per raccogliere almeno parte dei fondi necessari per proseguire nel restauro. Questo contribuirebbe, sicuramente, ad accelerare i tempi”.

Un po’ di storia
Collocata in uno dei punti più importanti delle mura, la Portaccia era concepita come complesso meccanismo di difesa, sia del torrente Cesuola, che vi scorreva sotto entrando in città, sia dei profili delle mura contigue e dell’area antistante. Nel corso dei secoli, decaduta la funzione difensiva nell’ambito del sistema fortificato, la Portaccia ha assunto diverse destinazioni d’uso. Nell’800 fu utilizzata come opificio, che usufruiva dell’acqua del Cesuola e in seguito fu adattata per uso abitativo; agli inizi del ‘900 divenne per breve tempo sede di una importante fabbrica di ceramiche, successivamente diventò l’atelier e il ritrovo di artisti; infine, prima d’essere abbandonata alla fine del secolo scorso, è stata parzialmente utilizzata ad uso residenziale.

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