Lavorare da casa, Il Comune scommette sullo smart working: "Ma con obiettivi precisi"

L'amministrazione punta sul "lavoro agile" senza obblighi di cartellino ma "con obiettivi precisi e concordati"

Lavorare da casa, senza obblighi di cartellino, e legando la propria attività ai risultati ottenuti, cercando anche di incrementare l'efficienza, si può. Anche nel pubblico. E Cesena, come altri Comuni virtuosi dell'Emilia Romagna, ne è una dimostrazione. E' vero che, in questi anni, ci siamo abituati a sentire in tivù di dipendenti pubblici lavativi, che, una volta ottenuto il posto sicuro, fanno tutt'altro che il bene dell'ente per cui lavorano, ma, per fortuna, a Cesena il problema non è questo.

 Cesena, infatti, è già pronta a fare un salto in più rispetto alla responsabilità del dipendente e alla capacità di lavorare in autonomia migliorando la prestazione. Il progetto di cui l'amministrazione cesenate fa parte, e per il quale giovedì 24 ottobre andrà a Bologna, si chiama "Smart working" ovvero "Lavoro agile". Alcuni Comuni dell'Emilia Romagna, del Veneto e della Lombardia oltre un anno fa hanno avviato una sperimentazione che prevede di lavorare a casa, per qualche giorno a settimana e compatibilmente con gli impegni di front-office. Il dipendente comunale, quindi, non deve marcare il cartellino ma lega il proprio lavoro a obiettivi precisi e risultati concordati precedentemente col dirigente del Settore. Per fare un esempio scolastico è come passare dall'alunno controllato dal maestro in classe allo studente universitario che studia da solo a casa. 

Lo studente universitario, più maturo e responsabile, non ha bisogno di controlli a vista, ma si organizza come meglio crede per ottenere gli stessi risultati o addirittura migliorarli. L'amministrazione di Cesena non era tra questi Comuni pilota ma, apprezzando la sostanza del progetto, si è accodata ed è partita con una sperimentazione riguardante sei dipendenti comunali.

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 "Faccio un esempio per tutti - ha spiegato la dottoressa Tagliabue, dirigente del personale - Tra i nostri dipendenti da tempo c'è un ingegnere che svolge l'incarico di istruttore sismico e che, abitando a Rimini, stava raccogliendo l'offerta dal Comune riminese di trasferirsi. Noi, per mantenere una professionalità come la sua, gli abbiamo proposto lo smart working, e alla fine della sperimentazione abbiamo visto che il dipendente, lavorando ogni tanto da casa, è riuscito addirittura a incrementare l'efficienza. Un esperimento molto ben riuscito che ci convince ancor di più della bontà dello smart working.  Favorire il dipendente, adottando i vari controlli a distanza e gli indicatori di risultati, non può che aumentare la sua motivazione e la sua disponibilità". 

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