I ladri avvelenano il pozzo per ripicca, scongiurato l'inquinamento della falda

L' “avvelenamento dei pozzi” è un atto così aggressivo che spesso viene utilizzata come metafora per indicare l'ultima spiaggia quando si conduce una guerra

L' “avvelenamento dei pozzi” è un atto così aggressivo che spesso viene utilizzata come metafora per indicare l'ultima spiaggia quando si conduce una guerra. E purtroppo è una sorta di guerra quella che vede la società fronteggiare un crimine sempre più spavaldo. Questa volta, però, i malviventi il pozzo lo hanno realmente avvelenato, e non solo metaforicamente. E' quanto capitato sabato mattina scorsa in un'area agricola di via Santa Maria Nuova, nel forese tra Diegaro e la frazione bertinorese. Ad agire sarebbero stati dei ladri, per ripicca per non aver trovato niente da rubare in casa. I malviventi si sono così trasformati in inquinatori del pozzo domestico, versando all'interno una tanica di gasolio e un barattolo di impregnante per legno, prodotti presenti in un'attrezzaia vicino al pozzo stesso e prelevati appositamente per perpetrare l'azione criminosa.

Dopo il primo interventi dei vigili del fuoco, la situazione è stata tenuta monitorata dai tecnici della protezione ambientale di Arpae per tutto il weekend. Il proprietario si è sobbarcato delle spese di ripetuti spurghi e operazioni di lavaggio delle pareti del pozzo, profondo circa otto metri, con un intervento solerte che ha permesso di scongiurare l'inquinamento della falda. D'altra parte si stima che la scoperta dell'avvelenamento sia avvenuta circa 4 ore dopo la contaminazione anche perché il cattivo odore che emanava il pozzo era molto forte. La scoperta dei barattoli vuoti nei pressi ha infine fatto ricostruire l'accaduto con facilità e, di conseguenza, organizzare una veloce pulizia. La permanenza delle sostanze nocive nel pozzo è durata quindi solo poche ore, permettendo il recupero dell'acqua di superficie con ancora forti concentrazioni dei due inquinanti. 

Perché i ladri hanno voluto “vendicarsi” nei confronti dei proprietari di casa al punto da mettere potenzialmente a repentaglio la loro salute? Impossibile dare una spiegazione ad un'azione così immotivata che, tra l'altro, ha imposto ai malviventi di restare inutilmente in un punto visibile, davanti alla casa derubata, per compiere l'azione, rischiando così di essere scoperti. A dover dare una spiegazione saranno le indagini, non facili, dei carabinieri forestali. Un effetto diretto sulla salute non ci sarebbe stato, in quanto l'acqua per uso domestico nelle nostre zone viene erogata dalla rete dell'acquedotto e non sicuramente da un pozzo superficiale, ma va da sé che l'utilizzo di acqua inquinata anche ai fini agricoli, anche solo per la cura di un orto domestico, può rappresentare un pericolo. Ma i ladri potevano saperlo, tenuto conto che in molte zone dell'Europa, i pozzi privati continuano ad essere usati anche per l'acqua da bere? Un atto di fregio tanto pericoloso quanto privo di senso.

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