"La vera scuola è in presenza", l'appello dei genitori degli studenti del liceo alle istituzioni

E' un accorato appello alla didattica in presenza. La lettera è "in rappresentanza di molti altri genitori degli oltre 1.500 studenti del Liceo"

I genitori rappresentanti in Consiglio di Istituto al Liceo Scientifico Righi di Cesena e Bagno di Romagna: Caterina Molari, (Presidente del Consiglio di Istituto), Enrico Benagli, Andrea Pressiani e Ombretta Portolani scrivono una lettera alle istituzioni. Destinatari i sindaci di Cesena e Bagno di Romagna, Enzo Lattuca e Marco Baccini, il presidente della Regione Stefano Bonaccini, il premier Giuseppe Conte e il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina. E' un accorato appello al ritorno alla didattica in presenza. La lettera è "in rappresentanza di molti altri genitori degli oltre 1.500 studenti del Liceo".

"Consapevoli della criticità della situazione legata alla diffusione del Covid-19 - scrivono nella misssiva - e della difficoltà di chi deve prendere decisioni in un periodo così delicato, esprimiamo la nostra preoccupazione, come rappresentanti dei genitori nel Consiglio d’Istituto del liceo scientifico A. Righi di Cesena e Bagno di Romagna, in merito alla scelta della didattica a distanza al 100% fino al 3 dicembre, come previsto dall’ultimo DPCM. Riteniamo fondamentale affermare alcuni punti chiave per invitare Voi, rappresentanti delle istituzioni, dal livello locale a quello regionale e nazionale, a fare tutto quanto necessario per garantire il ritorno dei ragazzi a scuola a svolgere la didattica in presenza. L’unica vera scuola è la scuola in presenza. L’intero processo educativo e formativo si basa sul rapporto personale tra docente e studente e tra studenti stessi e la didattica a distanza non può sostituirlo in alcun modo. Numerosi autorevoli educatori, psicologi, studiosi dell’apprendimento stanno prendendo netta posizione contro la didattica a distanza prolungata sottolineando la gravità delle sue conseguenze, per cui è indispensabile porre fine al più presto a questa modalità".

 "Il contagio è soprattutto fuori dalla scuola. Se buona parte del problema della diffusione del contagio è legato ai trasporti, come in tanti hanno sottolineato, la soluzione non è chiudere la scuola, ma potenziare i trasporti. Andava fatto molto prima, ma almeno ora, sul nostro territorio, sono state messe a punto soluzioni di potenziamento con l'aiuto di mezzi privati. Purtroppo questo è avvenuto poco prima della chiusura delle scuole. Dobbiamo insistere sulla mobilità alternativa, invitando tutti gli studenti che abitano a meno di 3 km di distanza ad andare a scuola a piedi o in bicicletta. Siamo convinti che entro il 3 dicembre si possano trovare risorse e modalità per risolvere il problema trasporti, eventualmente anche ricorrendo ad orari diversi o didattica in presenza al 50%, ma senza il bisogno di rinunciarvi completamente. Per quanto riguarda la diffusione del contagio all'interno dell'attività scolastica, che dai dati sembra essere più basso, siamo sicuri che i nostri ragazzi sarebbero i primi ad accettare e rispettare norme anche più stringenti pur di tornare alla didattica in presenza, come l'uso di mascherina durante tutte le lezioni o maggiore controllo e sanzioni verso comportamenti scorretti".

 "La sperimentazione della didattica in presenza almeno per il 25% è stata una soluzione “tampone” che almeno permetteva di passare un giorno a scuola ogni 4 per guardarsi, interagire, sottoporsi alle prove scritte, utilizzare i laboratori. La scuola ha fatto la sua parte per adattarsi, ma non vi è stato neppure il tempo di verificare l'efficacia di questa soluzione. Occorrerebbe quindi prendere in considerazione il ritorno in presenza almeno al 50% dell’orario. La didattica in presenza è talmente importante e ricca di valore, anche per la scuola secondaria, che non possiamo accettare che si rinunci completamente ad essa, nonostante la situazione di grave pandemia che stiamo attraversando. La scuola stessa è il fondamentale elemento di sviluppo di un paese e non è un caso se altri paesi europei egualmente colpiti dalla pandemia non abbiano chiuso le scuole, nella consapevolezza del grave danno economico ed educativo dovuto alla perdita dell’apprendimento. Con questa lettera siamo certi di interpretare il pensiero di tanti genitori, docenti, studenti, che desiderano il ritorno a scuola al più presto.  Ci auguriamo, per il bene di tutti, che in questo mese di chiusura si trovino e si attuino insieme le soluzioni per far tornare i nostri ragazzi a scuola".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Boom di nuovi casi, il virus raggiunge il picco nel Cesenate. Morta una donna

  • La Regione allenta le misure anti-Covid, la nuova ordinanza valida fino al 3 dicembre

  • Prima vittima del Covid nel comune, il sindaco: "Profonda tristezza e sconforto"

  • Bonaccini: "La regione resta 'arancione' ma negozi riaperti già da domenica"

  • "Siano riconosciuti gli esiti dei tamponi rapidi per lo stato di malattia dei lavoratori"

  • Ristoranti d'eccellenza: le stelle Michelin brillano ancora su Cesenatico

Torna su
CesenaToday è in caricamento