La Uilfp: "Troppi emendamenti per immunità nei confronti delle strutture pubbliche e private"

I sindacati denunciano la situazione che si sta venendo a creare nella discussione al Senato per la conversione il Legge del Decreto Cura Italia

La Uilfp: "Premesso che nel nostro paese ci vuole veramente un cambio di rotta nei confronti dei servizi sanitari e socio sanitari, a partire dall’abbandono della miope politica dei tagli che hanno messo in ginocchio il nostro sistema sanitario; da una vera attenzione e valorizzazione nei confronti dei professionisti, degli operatori, degli investimenti strutturali e in ricerca. Le norme che attualmente vengono costantemente aggiornate per fare fronte a questo eccezionale momento devono quindi, sin da subito, andare nella direzione di una discontinuità con il passato e di una reale maggiore attenzione nei confronti del personale della sanità e del socio sanitario. Purtroppo sembra che ciò non accada. Infatti, nella discussione al Senato per la conversione il Legge del Decreto Cura Italia, sono stati presentati emendamenti volti a garantire una sorta di immunità nei confronti delle strutture pubbliche e private, quindi dei datori di lavoro in caso di danni eventualmente subiti dai dipendenti.  Sostanzialmente, forze di governo e di opposizione intendono con questi emendamenti preservare i datori di lavoro da responsabilità penale, civile ed erariale. Per noi è chiaro, pena una palese inaffidabilità dell'intera classe politica, che nessun sanitario deve essere chiamato, se non per dolo, a rispondere di danni in presenza dell'attuale emergenza, che come vediamo è mondiale".

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"Sappiamo infatti, e i cittadini ne hanno ampio riscontro - prosegue il sindacato - quali sono le situazioni nelle quali gli operatori oggi si trovano a lavorare, negli ospedali, sul territorio, nelle strutture per anziani: mezzi di protezione individuali che solo ora in parte cominciano ad essere forniti con costanza, stravolgimenti di reparti ed interi ospedali dove ogni sanitario si è messo a disposizione a prescindere dalla specialità o dalla esperienza pregressa, per arrivare alle situazioni limite di strutture per anziani che vengono commissariate, come successo recentemente a Cesena. Nello stesso tempo non vorremmo passasse un messaggio per il quale, i datori di lavoro che non rispettano le regole sulle norme di sicurezza, i protocolli sottoscritti a livello nazionale sulla tutela del personale, godano di moratorie le quali sarebbero un segnale negativo rispetto all'impegno, senza se e senza ma, che tutti i datori di lavoro, siano essi pubblici che privati, devono mettere in campo per la sicurezza del personale. Proprio per il rispetto che portiamo nei confronti del lavoro e di tutti coloro che osservano il rispetto delle regole, non possiamo pensare che le responsabilità dei datori di lavoro, a prescindere da come garantiscono la sicurezza, siano accomunate a quelle dei lavoratori.  Per questo riteniamo che gli emendamenti, che definiamo vergognosi, proposti in Senato vadano immediatamente ritirati. Non si può pensare ad una sorta di automatica immunità del datore di lavoro, essendo proprio il datore di lavoro responsabile della tutela della salute dei dipendenti".
 

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