La Uil torna a lanciare l'allarme: "Insicurezza in città"

La Uil di Cesena è convinta che la questione sicurezza sia fortemente sentita dai cittadini. "E’ ormai opinione diffusa - si legge in una nota - che il mutato tessuto sociale ed economico, abbia originato nuovi e diffusi fenomeni di criminalità predatoria ai quali non eravamo abituati

La Uil di Cesena è convinta che la questione sicurezza sia fortemente sentita dai cittadini. "E’ ormai opinione diffusa - si legge in una nota - che il mutato tessuto sociale ed economico, abbia originato nuovi e diffusi fenomeni di criminalità predatoria ai quali non eravamo abituati. Questa situazione preoccupa in generale tutti i cittadini e anche se nel nostro territorio il controllo da parte delle agenzie di sicurezza è - quasi sempre - costante, emerge l’esigenza di un fattivo coordinamento e principalmente più presenza di forze dell’ordine".

"Nell’ambito di una serie di contatti che la nostra organizzazione ha attivato a sostegno di queste esigenze, l’attenzione degli interlocutori si è soffermata in particolare sulla figura del poliziotto e carabiniere di quartiere. Infatti è capitato a tanti cittadini di notare gli operatori in divisa che con discrezione pattugliano a piedi le vie della città, trasmettendo sicuramente un grande senso di tranquillità, con particolare riferimento alle fasce più deboli. Purtroppo, però, se nel 2006 le pattuglie appiedate di polizia furono 595, anno dopo anno sono calate per raggiungere nel 2012, pur mantenendo la stessa forza lavoro, il minimo storico di 416 (-30,08%)".

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"Differente il miraggio di raggiungere al Commissariato - autorità locale di pubblica sicurezza - il numero dei cento agenti in servizio (rapporto di 1 ogni 1.000 abitanti). La triste verità è che quest’anno gli addetti scenderanno sotto le 80 unità, limitando al minimo il servizio da offrire alla collettività. Per fare un esempio accaduto di recente a San Giovanni l’ufficio denunce è rimasto “colposamente” chiuso mentre tanti cittadini, colpiti da reati di varia natura, prima si sono trasferiti dai carabinieri, poi vista la fila o l’invito a tornare la mattina successiva hanno rinunciato ad esercitare un loro sacrosanto diritto. Come si usa dire: cornuti e mazziati… Con questi elementi, a volte contradditori tra loro, non si riesce ovviamente a porre in essere un costante e capillare controllo del territorio, che si connette all’esigenza fondamentale di sicurezza, condizione prioritaria della qualità della vita a cui tutti i cittadini di Cesena legittimamente aspirano. Ugo Vandelli referente UIL per la sicurezza".

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