La 'sindaca' scrive ai giovani della città: "Mi manca la scuola, non perdiamoci di vista"

“Sono onorato di avere una concittadina come Caterina che ha capito perfettamente il proprio ruolo di Sindaco” afferma il Vice Sindaco Nicola Dellapasqua

Nei tempi complessi del Coronavirus, la Sindaca del Consiglio Comunale dei Ragazzi di Savignano sul Rubicone, Caterina Garattoni, scrive una lettera. La missiva, inviata per conoscenza al Sindaco Filippo Giovannini e al Vice Sindaco Nicola Dellapasqua, è diretta a tutti i giovani della città.

Un messaggio accorato e affettuoso per i suoi coetanei in cui la giovane esordisce dicendo “La scuola, mi manca un po’...”, quindi il riferimento agli amici, agli insegnanti, al gruppo scout, alle attività sportive e a tutto ciò di cui era fatta un’ordinaria giornata pre-virus, e quasi dato per “scontato”. Invece “tutto è cambiato” osserva Caterina. Ma noi abbiamo un mezzo potente per fronteggiare la situazione, conclude la ragazza, ed è il virus della felicità, che si può passare facilmente, con un sorriso o con una parola. Infine, un caldo invito a non perdersi di vista perché “non siamo soli”.

“Sono onorato di avere una concittadina come Caterina che ha capito perfettamente il proprio ruolo di Sindaco” - afferma il Vice Sindaco Nicola Dellapasqua -. Le sue parole contengono un messaggio fortissimo, di cui sono convito che i nostri giovani abbiano bisogno. Dette da noi adulti, non avrebbero lo stesso effetto. La ringrazio per averle scritte”.

“Tra le tante voci che si sono levate sul territorio per manifestare preoccupazioni, emozioni, commenti sul momento complesso che la comunità sta affrontando, non si era ancora sentita quella dei nostri giovani concittadini – osserva il Sindaco Filippo Giovannini -. Accolgo con molto piacere l’appello di Caterina a farci contagiare dal virus della felicità e lo giro ai savignanesi. Leggerezza e consapevolezza ci aiutano a pedalare meglio su questa ripida salita”.

Di seguito il testo integrale della lettera.

“Buongiorno a tutti, sono Caterina e sono il Sindaco dell’ultimo Consiglio Comunale dei Ragazzi di Savignano sul Rubicone. Oggi, ho deciso di scrivere una lettera a tutti i giovani della nostra città, perché il momento che stiamo vivendo, ha sconvolto la nostra vita e ha cambiato il modo di vivere di ogni persona – esordisce la giovane Sindaca -. La scuola, mi manca un po’: se ora penso alla colazione mattutina frettolosa, fatta di abbracci e baci al volo, mi mancano le corse dell’ultimo minuto, per giungere in orario in classe e forse ancora di più le mani che velocemente sfioravo prima di sedermi al mio posto, ma soprattutto, mi manca lo sguardo delle maestre, sempre pronte a consolare, ad aiutare, a tenere su il morale, ma anche frettolose di iniziare la lezione. Quante volte ho dato per scontati, i bigliettini scambiati fra di noi, tra una lezione e l’altra, i giochi e le risate durante l’intervallo, gli sbuffi di stanchezza dopo una lunga spiegazione o la paura per una verifica particolarmente difficile, ma ciò che a me manca di più, sono i miei compagni.

Scrivo questo perché so che mi capite: quello che provo io è esattamente quello che penso che ognuno di voi senta nel profondo del suo cuore, anche se, quando magari viene fuori, ci si meraviglia anche di averlo detto. Ma non parlo di cambiamento, solo riferito alla scuola: il bello di essere un’alunna, è avere tanti amici, insomma avere tanti legami, alcuni più importanti, altri un po’ meno, ma tutti preziosissimi e indispensabili. Io sono un’alunna, un’amica, una figlia, una studentessa, ma anche un’atleta, una sportiva convinta: amo stare all’aria aperta, frequentare il mio gruppo scout, pattinare per le strade di questa città, insomma, amo stringere contatti e ora, all’improvviso, tutto è cambiato.

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Tra tutte, la cosa che non ho detto, è la più importante: io sono una cittadina, un membro di questa comunità e sento forte questo ruolo e voglio viverlo con responsabilità, perciò dico a me stessa e a tutti: teniamoci in contatto anche a distanza, usiamo il computer, per non perdere l’abitudine a sentirci, chiamiamoci, scriviamoci…io penso che ci si possa stringere e sentirsi vicini anche senza toccarsi, perché le parole, sono un mezzo potente, più forte di qualunque virus, ma parlando di ciò, io ho un virus preferito: la felicità; è contagiosa e facile da passare, anche solo con bel saluto, con un sorriso … in questo momento difficile, è questo il virus da diffondere! :) Si parla di pandemia, noi ragazzi, dobbiamo tenerne conto, di questo e comportarci come gli esperti ci hanno detto di fare, ma NON PERDIAMOCI DI VISTA. Questa lettera la scrivo per sentirvi vicini e per dire:” NON SIAMO SOLI!”.  Garattoni Caterina

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