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La popolazione invecchia, ma ci sono sempre meno badanti. La Cisl: "Urge un piano d'azione"

Negli ultimi dieci anni, il numero di anziani è aumentato rispettivamente del 14,78%. Tuttavia, i contratti di colf e badanti sono diminuiti di oltre il 30%

L'invecchiamento della popolazione e la carenza di badanti e colf rappresentano una sfida seria ed urgente per la Romagna. Un'analisi approfondita dei dati Istati e Inps, elaborati dalla Cisl Romagna, dipinge un quadro preoccupante. Negli ultimi dieci anni, la popolazione over 80 della provincia di Forlì-Cesena è aumentata significativamente, passando da 28.868 persone nel 2014 a 33.163 nel 2023 con un incremento del 14,78%. Questo incremento demografico pone una crescente domanda di assistenza domiciliare. Tuttavia il rapporto tra popolazione anziana e badanti è cresciuto da 4,86 nel 2014 a 6,56 nel 2023, questo indica che, nonostante l'aumento della popolazione anziana, il numero di badanti disponibili non è sufficiente a soddisfare la domanda crescente di assistenza.

In provincia il numero totale di lavoratori nel settore domestico ha mostrato fluttuazioni, partendo da 5.939 nel 2014 e raggiungendo un picco di 6.156 nel 2021, per poi scendere a 5.058 nel 2023 con una perdita del 14.83%. Nel 2021 molte famiglie hanno fatto una spontanea regolarizzazione dei rapporti di lavoro per consentire ai lavoratori domestici di recarsi  al lavoro durante il lockdown e all’entrata in vigore del decreto “Rilancio” che prevedeva una sanatoria e il riconoscimento di sei mesi di permesso di soggiorno a chi avesse un regolare contratto. I contratti di badanti sono stati costantemente superiori a quelli delle colf. Questa differenza è costante nel decennio, ma mentre i contratti come badante rimangono più o meno stabili passando da 3.767 del 2014 a 3.644 del 2023, calano notevolmente i contratti come colf da 2.172 del 2014 a 1.414 del 2023 con un calo del 34.87%.

Dall'analisi della Cisl Romagna emerge come il numero di giovani lavoratori nel settore domestico sia diminuito da 438 nel 2014 a 148 nel 2023. Ma è la fascia 30-44 anni quella che ha visto una riduzione significativa, passando da 1.1690 lavoratori nel 2014 a 764 nel 2023. Calo anche tra i 45 ed i 64 anni, da 3.614 nel 2014 a 3.393 nel 2023. Il numero di lavoratori anziani è aumentato da 197 nel 2014 a 753 nel 2023, segnalando una maggiore presenza di lavoratori di età più avanzata nel settore.

“L'invecchiamento della popolazione romagnola non è più solo un dato statistico, ma una vera e propria bomba ad orologeria pronta ad esplodere - dichiara il segretario generale Cisl Romagna Francesco Marinelli -. La domanda di assistenza domiciliare cresce, mentre il numero di colf e badanti si assottiglia drammaticamente, lasciando intravedere un futuro allarmante per i nostri anziani. Non possiamo tergiversare, non possiamo permettere che questa generazione venga abbandonata al proprio destino. È necessario un intervento immediato e incisivo per scongiurare una futura crisi. Bisogna valorizzare il lavoro di colf e badanti troppo spesso sottovalutate e mal retribuite. Queste figure professionali rappresentano una delle colonne portanti del benessere dei nostri anziani e garantire loro condizioni di lavoro dignitose e stipendi adeguati non è solo un atto di giustizia, ma un investimento per il futuro".

"Accanto a loro, dobbiamo sostenere le famiglie che, con impegno e senso di responsabilità, si prendono cura dei propri cari anziani senza gravare ulteriormente sul sistema sanitario nazionale già oberato e impossibilitato a reggere l'impatto di un'intera generazione di anziani. Sgravi fiscali, contributi economici e servizi di supporto, sono misure urgenti per alleviare il carico di chi quotidianamente affronta le sfide dell'assistenza domiciliare - prosegue Marinelli -. Valorizzare il lavoro e sostenere le famiglie non è solo un dovere morale, ma una necessità impellente. Significa garantire agli anziani una vita dignitosa e autonoma. Non possiamo rimanere inerti di fronte a questa sfida - conclude Marinelli -, è quindi fondamentale che istituzioni, forze sociali e sindacali, si prendano un impegno comune per costruire un futuro migliore, dove la cura, il lavoro e la solidarietà si intrecciano per dare vita ad una comunità coesa e solidale". 

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