La passione per i motori, "Sono uno sportivo normale ma sogno il professionismo"

Nicola Bartolini classe 2000, cesenate doc, è nato e cresciuto tra le corse, a 2 anni è salito per la prima volta su un’auto da rally

Nicola Bartolini classe 2000, cesenate doc, è nato e cresciuto tra le corse, a 2 anni sale per la prima volta su un’auto da rally e sulla moto dello zio.

Il suo primo kart gli fu regalato regalato all’età di 4 anni e da qui la sua passione si è fatta sempre più grande. Raggiunta l’età di 10 anni, già sicuro di quello che voleva, chiese ai suoi genitori di aiutarlo a realizzare il suo sogno. Increduli ma orgogliosi della sua tenacia lo aiutarono a mettersi alla prova in un vero campionato. Tutto iniziò al kartodromo Happy Valley di Cervia, quando a seguito di un test con esito positivo, venne accolto come pilota ufficiale, per la categoria 60 cc, nel nuovo Team Rubicone Corse Kartfriends.

Nicola, ci racconti da dove è arrivata la tua passione?

"E' nata tanti anni fa. Devo tutto quello che ho fatto fino ad ora alla mia famiglia. Ai miei genitori, a mio zio Gianni ed Enrico, ai miei nonni. Nonostante fossi figlio unico, mi hanno sempre lasciato libero di sperimentare, di testare, di farmi le ossa. Hanno cercato di indirizzarmi verso lo sport, non solamente uno però. Anche qui mi hanno dato libera scelta, non tenendomi mai sotto la campana di vetro. I miei zii Gianni ed Enrico hanno sempre amato profondamente il rally ed erano felici di portarmi fuori insieme a loro. In questo modo, sin da bambino ho avuto i primi approcci con le quattro ruote.

Qual'è il tuo sogno? 

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Il mio sogno? Ne ho tanti. Amo correre, mi diverto, ma anche se sono giovane cerco di rimanere sempre con i piedi per terra. Diventare un pilota professionista sarebbe bellissimo ma, mi rendo conto che è strada difficilissima sia per le opportunità che ti si devono presentare davanti al posto giusto nel momento giusto ma anche, e soprattutto, per l’investimento economico che richiede provare a farlo. Non ho mai pensato “di lavoro farò il pilota”, sono contento di essere uno sportivo normale. Sono felice quando mi dicono che ho talento. Quando gareggio cerco di dare il meglio di me. Faccio test, allenamenti, non dico mai "no oggi non posso" anche se non è un lavoro e lo faccio per divertimento. Amo mettermi alla prova, confrontarmi con piloti forti e vedere che risultati posso raggiungere. In futuro lavorerò sicuramente nell’azienda di famiglia ma, per come sono fatto, quando prendo a cuore una cosa cerco di dare sempre il 110% quindi, lavoro o meno, a me piace riuscire in quello che inizio portandolo sempre a termine.

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