La palestra sfida il Dpcm: "Resto aperto, i clienti sono venuti ai corsi come un normale lunedì"

Da Cesena parte una sorta di disobbedienza civile, visto che la palestra Alfazone Lab di via Lama ha deciso di restare aperta: "So di andare incontro ad una sanzione, ma il decreto è ingiusto"

Foto Gloria Teti

L'ultimo Dpcm del Governo, come è noto, per contrastare l'emergenza Covid-19 di fronte alla seconda ondata di contagi, impone la chiusura delle palestre dal 26 ottobre al 24 novembre. 

Ma da Cesena parte una sorta di disobbedienza civile, visto che la palestra Alfazone Lab di via Lama ha deciso di restare aperta. Il suo gestore, Fabrizio Borghetti, spiega: “Ho deciso di rimanere aperto perché penso sia la cosa giusta da fare. Se nessuno si oppone a un decreto ingiusto, vuol dire che c’è una tacita accettazione, quindi è complicità".   

"C'è stato un normale afflusso di clienti in questo primo giorno", spiega il gestore che chiarisce la sua iniziativa: "So che corro dei rischi, ma qualcuno deve iniziare a fare qualcosa perché credo sia assurdo che si debba aspettare le 18:30 di una domenica sera per sapere se il giorno dopo andrò o meno a lavorare. Credo sia assurdo che, se un titolare di una palestra non rispetta le norme igienico-sanitarie, a pagare debbano essere tutti i gestori di tutte le palestre d’Italia, ma dovrebbe essere lui stesso a pagare ed essere perseguito dalla legge".  

"I miei corsi sono contingentati - spiega Borghetti - con 10 persone messe nelle condizioni di osservare il distanziamento. I corsisti sono venuti ad allenarsi come un normale lunedì. Sono consapevole che avrò un controllo e subirò una sanzione ma c'era bisogno che qualcuno si opponesse ad un decreto ingiusto. Non ci sono stati focolai nelle palestre, e se qualcuno non ha rispettato le regole, è giusto che sia punito, ma non un'intera categoria, dopo gli investimenti fatti per seguire i protocolli". Sulla forma di protesta: "Non sono andato in piazza a fare 'casino' ma sto solo facendo il mio lavoro, seguendo i miei clienti, come quelli che hanno bisogno di proseguire la riabilitazione".

La palestra ha aperto contravvenendo al nuovo Dpcm, ma con tutte le regole anti-Covid, e già prima dell'emergenza sanitaria, adottava un sistema di prenotazione per accedere ai corsi. "Penso sia giunto il momento di assumersi le proprie responsabilità e fare la cosa giusta, sono convinto di star facendo la cosa giusta perché, tramite social, sto ricevendo numerosi commenti positivi e di supporto". Borghetti si aspetta che "altri operatori del settore seguano questa iniziativa". "In questo momento, le palestre aiutano le persone a rimanere sane di mente, sane di corpo e a ridurre gli stati infiammatori e noi oggi, sappiamo che il Covid-19 colpisce prevalentemente gli stati infiammatori. Quindi noi non siamo il problema, ma siamo parte della soluzione. Io sto semplicemente dimostrando il mio dissenso e stare chiuso in casa o scendere in piazza, non avrebbe dimostrato niente a nessuno".

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