La morte di Sergio Zavoli, Lattuca: "Resta la lezione dell’uomo mite rispettoso delle Istituzioni"

Il ricordo del sindaco: "“Ho avuto l’onore di conoscere personalmente il senatore Sergio Zavoli qui a Cesena in occasione delle celebrazioni del 25 aprile 2011"

Un uomo di cultura e un giornalista che ha raccontato l’Italia con una comunicazione chiara e pulita entrata nelle case di tutti gli italiani. Il Sindaco Enzo Lattuca ricorda in questo modo Sergio Zavoli, grande maestro del giornalismo, saggista e parlamentare, morto nella serata di ieri all’età di 96 anni. “Ho avuto l’onore di conoscere personalmente il senatore Sergio Zavoli qui a Cesena in occasione delle celebrazioni del 25 aprile 2011. All’epoca ero un Consigliere comunale e ascoltavo con ammirazione quel professionista della cronaca che ha sempre rifiutato i toni alle volte troppo strumentali ed enfatici di un certo giornalismo, prediligendo un linguaggio elegante ed empatico che potesse coinvolgere tutti. Di Zavoli resta la lezione dell’uomo mite rispettoso delle Istituzioni e dell’impegno civico. Una lezione che tutti noi dovremmo rendere più nostra. Le mie più sincere condoglianze, e di tutta la comunità cesenate, alla famiglia Zavoli e alla Città di Rimini”.

Una vita in Rai, padre di programmi storici

Ravenna è in lutto per la morte di Sergio Zavoli, maestro del giornalismo televisivo. Si è spento all’età di 96 anni il giornalista, padre di programmi storici come La notte della Repubblica, radiocronista, condirettore del telegiornale, direttore del Gr, presidente della Rai dal 1980 al 1986, autore di inchieste che hanno segnato la storia. Nato a Ravenna il 21 settembre 1923, Zavoli era entrato alla Rai nel 1947 come giornalista radiofonico. Nel 2014 Zavoli a Ravenna ricevette il Guidarello alla carriera per il Giornalismo nazionale, nel 60esimo anniversario della televisione e 90esimo della radio.

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Una vita in Rai, quella di Zavoli: la prima notorietà con i documentari Scartamento ridotto, Notturno a Cnosso (premio Italia 1954), Clausura (premio Italia 1957, tradotto in sei lingue). Poi nel 1962 aveva pensato e fondato la mitica trasmissione televisiva Processo alla tappa, un programma sportivo incentrato sul Giro d'Italia. Dal 1976 all’80 fu direttore del Gr1, dall’80 all’86 presidente della Rai. Seguì anche l'impegno in politica. Eletto al Senato nelle liste dei Democratici di Sinistra nel 2001, nelle liste dell'Ulivo nel 2006 e nel Partito Democratico nel 2008 e nel 2013. A proposito della sua morte, ragionava non senza ironia da vero giornalista: "Non vorrei andarmene senza essere presente al congedo. Dopo l'evento della mia nascita, vorrei non perdermi quello, conclusivo, del congedo".

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