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La favola di Natale del Carducci: tanta generosità riapre le porte dell'aula razziata

Era l'11 dicembre quando docenti e bambini avevano dovuto fare i conti con la sparizione di tablet e computer dall'aula di informatica

Le favole di Natale esistono per davvero e per quella della scuola elementare "Carducci" di Cesena è una di queste. Era l'11 dicembre quando docenti e bambini avevano dovuto fare i conti con la sparizione di tablet e computer dall'aula di informatica. Dopo lo sconforto, subito si è messa in moto la macchina della solidarietà, con numerose donazioni da parte delle imprese del territorio. E così i piccoli alunni, al ritorno a scuola dopo le vacanze di Natale, potranno ritornare ad utilizzare l'aula informatica.

Negli ultimi giorni Babbo Natale ha portato 50 computer, donati da Hera, un altro regalo da parte di Amadori, e la somma di 16mila euro, frutto della solidarietà di otto aziende romagnole del settore ICT. Gesti, spiega il sindaco Paolo Lucchi, che "sono il simbolo di una comunità che non si arrende. Con i 16mila euro versati alla scuola, infatti, sintetizzano l’atteggiamento di una città, la nostra, nella quale ogni evento negativo viene affrontato senza piagnistei, ma semplicemente rimboccandosi le maniche e ripartendo. È necessario farlo anche dopo i furti più odiosi, come quello avvenuto nella scuola, provocando una ferita di comunità".

"E così é stato anche in un questo caso, offrendo ai tanti cesenati che si sono preoccupati per l’accaduto e per i bambini della scuola, un messaggio di serena positività che parte da una consapevolezza: le imprese migliori non dimenticano mai di avere anche una funzione sociale", aggiunge il primo cittadino, che ha pubblicamente ringraziato i donatori della somma (Fabrizio Paglierani, Pierluigi Mangani, Paolo Casadei, Tommaso Dionigi, Fabio Piraccini, Paolo Baldisserri, Maurizio Pensato, Matteo Cecchini".

Lucchi ha tenuto a rassicurare sul fatto che, c"ome sempre, anche il Comune resta a disposizione del “Carducci” per contribuire a creare le condizioni necessarie perché quella bella scuola, i suoi bambini e bambine, gli insegnanti, i genitori, non debbano più subire una ferita come quella che, invece, ha scalfito nei giorni scorsi le loro sicurezze".

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