La diocesi interviene sulla vertenza Lugaresi: "Decisione presa non a cuor leggero"

"Ci siamo mossi - conclude la Diocesi - nella certezza che il Lugaresi appartenga, moralmente e non solo, alla città di Cesena e che si debba rispettare la volontà del Canonico"

La decisione della Diocesi di richiedere al tribunale il sequestro del complesso del Lugaresi non è stata presa a cuor leggero. Lo spiega in una nota la stessa diocesi di Cesena-Sarsina. "Tutti conosciamo il valore della presenza dei padri Giuseppini a Cesena nel continuare l’opera del canonico Lugaresi in favore dei giovani. Il problema nasce dal fatto che i padri Giuseppini dal 2015 non sono più presenti con una loro comunità a Cesena, anno dal quale fino a oggi la presenza si è limitata alla visita saltuaria di un padre residente a Ravenna.

Recentemente è stato annunciato che cesserà anche questa sporadica presenza e che dal primo settembre la gestione dell’Istituto Lugaresi sarebbe dovuta passare a Engim. Ma Engim e la congregazione dei Giuseppini non sono la stessa cosa".

"Noi riteniamo che Engim non possa essere considerato equivalente alla Pia Società di San Giuseppe, trattandosi di Ente dalle caratteristiche diverse e diversa personalità giuridica rispetto all’Istituto religioso. Per la concorrenza di questi due elementi, la Diocesi ritiene che si configuri l’ipotesi prevista dal documento del luglio 1923 sottoscritto dal canonico Lugaresi e dal vicario generale dell’epoca dei Giuseppini. Documento in cui chiaramente si esplicita che “se la Pia Società di San Giuseppe dovesse abbandonare la Direzione dell’Istituto, in tal caso essa cederà all’ordinario pro tempore di Cesena il capitale ceduto a norma dell’Istrumento dott. Zanuccoli in data 13 luglio 1923 perché egli a sua volta lo impieghi sempre a vantaggio dell’educazione della gioventù di Cesena”. Da qui la decisione della Diocesi di chiedere il sequestro del complesso del Lugaresi prima di essere messa di fronte a nuovi contratti sottoscritti con entità terze, o situazioni di fatto, difficilmente poi risolvibili".

"Ci siamo mossi - conclude la Diocesi - nella certezza che il Lugaresi appartenga, moralmente e non solo, alla città di Cesena e che si debba rispettare la volontà del Canonico".

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